Guerra al graffito imperante: da anni Milano la combatte con multe formato maxi, ronde, manifesti-appello e pulisce alacremente con la recente campagna «I Lav Milano» della giunta Moratti, costata nel 2006 sei milioni di euro. Ma, nonostante tutto, il graffito rispunta tenace in particolare sotto forma dell'odiata "tag", la firma imbrattamuro. Così, accanto all'azione normativa e di ripulitura, lo stesso Comune ha tentato una carta più ardua: dialogare con i ragazzi della bomboletta, attraverso alcuni centri di aggregazione giovanili e cooperative del servizio educativo di strada che da anni offrono spazi autorizzati per fare writing, promuovendo legalità e sviluppo artistico. Al centro Lamennais di zona 7 il rapporto con gli adolescenti di Baggio si crea ad esempio così, organizzando da anni un corso di spray art al lunedì: sui muri interni dell'anfiteatro si può dipingere e un wriiter "senior", di nome "Satch", insegna a quindici ragazzi. «Chi partecipa fa un lavoro serio - spiega Alberto Nodi, educatore -. Lo scopo è fornire un luogo legale per la spray art, intanto si fa un lavoro di valorizzazione nel gruppo». Per i ragazzi è una passione: «Per noi è una realizzazione - dicono "Sirup" e "Kenos", due del corso-. A Milano ci sono migliaia di writers, molti imbrattano, ma non tutti sono così. Spesso sono ragazzini che lo fanno per qualche mese, poi si stufano. Per chi punta sull'aspetto artistico ci vorrebbero muri legali. A Milano non ce ne sono tranne che in due o tre centri, in provincia di più». Spazi aperti alla "street art" anche al centro del Giambellino, quartiere in bilico tra occupazione abusiva, case popolari e spaccio. Qui si dipinge e quest'estate è stata fatta una mostra. «Così si arriva ai ragazzi e si riesce anche a mettere a tema delle provocazioni educative», spiega il responsabile Dario Anzani. Il graffito è un segnale provocatorio e il problema è a monte: «Seppure da sanzionare, nasce come risposta a un territorio sporco, in rovina - commenta Anna Carretta, responsabile dell'educativa di strada di zona 7 -. I ragazzi esasperano questa evidenza. Il punto non è la bomboletta, che è solo uno trai vari atti vandalici: distruggere panchine, incendiare cestini, rigare auto; occorre scoraggiare i comportamenti provocatori e promuovere la positività in ambiti legali». Così nascono eventi per i ragazzi del graffito: la cooperativa Comin dal 2002 organizza a maggio una giornata di spray art al parco Trotter in memoria di Kirie, graffittaro quin-dicenne morto folgorato mentre dipingeva in metrò. Quaranta pannelli a disposizione di 500 writers, musica hip hop, breakdance e nell'occasione viene distribuito un libretto informativo sulle sanzioni legali per chi sporca. Tra le iniziative di zona 7 fino al 2006 c'era una giornata analoga all'ex Paolo Pini ed è dell'ultima domenica di settembre l'evento "Fill this wall" organizzato dal Ceas in via dei Missaglia, tra Stadera e Gratosoglio, vicino a via Boifava, nota per il Sert. «Un modo per proporre qualcosa di più creativo di ciò che offre la strada - dice Simone, firma "Cryf ", un writer che organizza -. Nel writing c'è un codice e non si dipingono palazzi d'epoca, chiese, monumenti, ciò che è già arte, anche se c'è chi lo fa perché vandalo. Raduni come questi invogliano a non fare solo firme, a dimostrare di più». I writers, sottolineano gli educatori, sono un mondo capace di fare tam-tam, di auto-educarsi: «Così come per gli skaters o come per i la-tin king, finché c'è stato scontro -fa notare Luisa Dell'Acqua, responsabile di Comin - non c'è stata soluzione», mentre facendo leva su gruppi e leader interessati a u-no sviluppo positivo si può creare una svolta. Si potrebbero investire più risorse in azione educativa e negoziazione - notano infine gli o-peratori -, dando spazi dismessi e pannelli su case in ristrutturazione, chissà che si ottenga una Milano "più pulita". L' Assessore Moioli: dal conflitto alla legalità II Servizio Educativa di Strada del Comune di Milano, gestito insieme n 9 Cooperativi:, lavora con i ragazzi clic tendono ad aggregarsi, per l'appunto, in strada. :Tra le molti: attività educative c'è anche il contatto, il lavoro preventivo e informativo con gruppi di writers,spiega Mariolina Moioli. Assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali cui fa capo il servizio. Si promuovono le potenzialità positive di una passione spontanea, a carattere artistico. comunicativo, come la particolare forma di pittura dei writers. ma parallelamente si offrono informazioni, esempi, spazi e tempi in cui esercitare tale attività legalmente. Si offrono percorsi condivisi di legalità oltre ad esperienze gratificanti e di rinforzo del percorso evolutivo adolescenziale, attraverso la costruzione di eventi, l'esibizione di propri lavori, il confronto con altri ragazziartisti. Dal conflitto si passa alla legalità.