Al mattino la posa dei bina-ri della prima linea della tramvia a Scandicci. Cerimonia ufficiale in piena regola con il vice sindaco Beppe Matulli e il primo cittadino di Scandicci, Simone Gheri, tirati a lucido, con tutti i rappresentanti delle ditte costruttrici e l'indiscusso clima da taglio del nastro. Al pomeriggio, altre cinque ore di discussione-rissa in consiglio comunale, il terzo della serie, sul sistema tramvia. Il pubblico presente in aula stavolta non si è fatto cacciare dal presidente del consiglio, né schedare dalla polizia municipale, ma se ne è andato urlando «vergogna, vergogna» durante l'intervento del capogruppo del Pd, Alberto Formigli. Subito dopo che il sindaco Leonardo Domenici aveva a sua volta sbattuto virtualmente la porta, lasciando il suo posto nel salone de' Dugento, in aperta polemica con il presidente del consiglio Eros Cruccolini. 'Colpevole' ancora una volta, a suo parere, di non essere intervenuto tempestivamente a tutela della «agibilità democratica» dell'aula del consiglio comunale. E' l'ultimo atto di un dibattito sulla tramvia in cui si è, oggettivamente, parlato poco di binari, rumore e inquinamento vibroacustico. Il solo dato tecnico l'ha rapidamente fornito il vicesindaco Matulli. «La realizzazione del tram comporterà una riduzione significativa del rumore e delle vibrazioni rispetto alla situazione attuale ha spiegato puntando l'attenzione sull'area centrale, la zona di via Panzani, piazza Duomo e via Cavour. Le prove effettuate dai ricercatori evidenziano un livello di vibrazioni pari a 74 decibel, mentre con il tram si scenderà a 56 decibel. E visto che la simulazione è stata effettuata senza considerare le recentissime innovazioni tecnologiche, che saranno utilizzate per la prima volta in Italia, significa che il livello effettivo di vibrazioni sarà ancora più basso». Stessa situazione per quanto riguarda il rumore. «Le misurazioni attuali ha precisato Matulli riportano una media di 71 decibel di giorno e 68 di notte. Con la tramvia progettata, sempre senza prevedere gli ultimi accorgimenti tecnologici, non si supereranno i 57 decibel». Dati sciorinati in fretta perché la gran parte dell'intervento di oltre 35 minuti del vicesindaco è stato invece dedicato all'aperta polemica nei confronti del capogruppo dell'Udc, Mario Razzanelli. Strada del resto già inaugurata dal capogruppo del Pd, Alberto Formigli, che non ha esitato a indicare nell'intento di candidarsi alle prossime elezioni amministrative il vero scopo del consigliere Razzanelli. Due attacchi durissimi e polemici che, se hanno fatto guadagnare ai due protagonisti gli applausi e le strette di mano di congratulazioni di tutti, o quasi, i consiglieri di maggioranza, non potevano non scatenare le reazioni di Razzanelli e della Cdl. «E' penoso ha detto Razzanelli che il capogruppo del Partito democratico Formigli e il vicesindaco Matulli, anziché rispondere alle domande dei cittadini sulle loro preoccupazioni per la costruzione della tramvia, abbiano incentrato il loro intervento sulla mia persona. Ho la sola colpa di avere utilizzato uno strumento di democrazia partecipativa (il referendum) previsto dallo Statuto per consentire ai cittadini di dire il loro parere su un'opera così importante per il futuro della città. Si cerca di politicizzare questa questione perché fa comodo evitare di addentrarsi nei veri problemi e si preferisce far diventare la tramvia di sinistra e la metropolitana di destra. E poi si cerca di mettere zizzania tra i partiti della Cdl. Infine, da parte della maggioranza è difficile accettare che qualcuno faccia qualcosa per il solo bene della propria città». Un consiglio difficile, dai toni, se possibile, ancor più duri dei precedenti. Unico atto approvato, alla fine di un consiglio che ha visto la discussione di oltre una quindicina di documenti, quello presentato dalla maggioranza allargata ai partiti dell'Unione. Un intento che, a questo punto, ha quasi il sapore della beffa. «Un percorso di informazione e di partecipazione verso i cittadini; progetti definitivi da presentare in consiglio comunale entro 15 giorni; risorse adeguate per la riqualificazione urbana nelle aree adiacenti alla tramvia. L'atto è stato firmato e volato appunto dai partiti della maggioranza di centrosinistra insieme a Rifondazione comunista. Contrari i gruppi di centrodestra. Unica astensione, quella di Omelia De Zordo (Un'altracittàunaltromondo). Bocciate, invece, tutte le richieste del cenrrodesrra: dalla commissione speciale alle telecamere per controllare i lavori sui cantieri, alla sospensione immediata delle opere per salvaguardare gli alberi di viale Morgagni, in attesa di stabilire se godano o no della tutela della Soprintendenza in quanto 'alberi della rimembranza' per le vittime di Rifre-di della Prima guerra mondiale. Punto e a capo, insomma. Senza aver fatto chiarezza e con la stessa vis polemica di tre settimane fa.