-------------------------------------------------------------------------------- GROSSETO. «Sono profondamente contrario a mettere le mani per coprire o distruggere o rifare in maniera indegna quel che è originale. Potessi richiudere tutti i buchi aperti sui monumenti della città lo rifarei subito». A tuonare in salvaguardia di quanto «di più bello e naturale» è racchiuso nel capoluogo è Aldo Mazzolai, storico, nato a Montepulciano nel 1923. Grossetano d'adozione e autore di studi dedicati per lo più alla ricerca archeologica in Maremma (tra i suoi libri ricordiamo: "Roselle e il suo territorio", "Guida dell'Etruria maremmana", "Storia della città di Grosseto" e "Un volto di pietra"), per trent'anni direttore del Museo archeologico e d'arte di piazza Baccarini, Mazzolai è considerato un autorevole cultore di storia, archeologia e arte del territorio. Ed è voce critica anche sul controverso progetto di recupero - cullato dalla Diocesi - della scalinata sulla fiancata del Duomo, sulla quale esprime il suo profondo e secco "no". «Primo punto - dice - è che un'altra gradinata potrebbe provocare la conseguenza, deleteria, di far diventare le scale del Duomo un dormitorio ancora peggiore di quello che sono. Le scale della Cattedrale sono già un bivacco. Il Duomo va rispettato. Vogliamo che la gente ci vada a dormire anche di notte?». Su quest'argomento Mazzolai, che siede sui banchi del consiglio della curia, ha già palesato il suo pensiero «più che negativo» al vescovo di Grosseto Franco Agostinelli e a monsignor Franco Cencioni. Motivandolo, oltreché col problema del "bivacco", col fatto che «aggiungere altre scale al monumento arrecherebbe ulteriore turbativa all'estetica del monumento. Si rovinerebbe l'architettura; il progetto non sarebbe più quello originale. La meravigliosa apertura della visuale che si ha da via Ricasoli, sarebbe rovinata anche quella». Mazzolai ricorda i cambiamenti «dannosi» fatti dai canonici in passato, e la «sequenza, che si trascinò a lungo due secoli fa, della costruzione e distruzione opera degli ecclesiastici di "due porticine" nella fiancata del monumento. Nell'800 fu distrutta dai canonici una porta d'accesso nella parte settentrionale che dà in piazza del campanile. Nel'900, ancora i canonici vollero un'altra entrata per conto loro, sotto il campanile. E anche quella fu poi richiusa». «Volete una soluzione al tema dei disabili? Secondo me - è il consiglio indirizzato alla curia - non dovreste far altro che buttare giù una di quelle due porticine ritappate. Quello sì, sarebbe un accesso più facile che altrove, da dotare di un adeguato impianto elettrico».». Entrambi gli accessi insistono nel piazzale del campanile davanti alla libreria san Paolo, all'imbocco della via Aldobrandeschi.