Fin dall'Età del ferro nella zona di Orbetello era un'attività primaria Non smette di regalare sorprese il sottosuolo della Costa d'Argento. Basta fare qualche sondaggio e subito emergono reperti archeologi che aiutano a capire la vita dei nostri antenati. Vita che risulta meglio organizzata di quanto si possa immaginare e così, vicino a Orbetello, è venuto alla luce un insediamento produttivo legato alla pesca e alla lavorazione del pesce. L'ultima campagna di scavi è stata di recente illustrata in un convegno tenuto nella sede del centro culturale «Sant'Antonio» ed organizzato dal circolo culturale «Gastone Mariotti» con la partecipazione di esperti dell'Università di Milano e del Centro studi di preistoria e archeologia guidati dalla dottoressa Nuccia Negroni Catacchio. A spiegare il risultato di uno studio sul passaggio dal periodo dell'Età del Ferro all'inizio della cultura etrusca è stato il professor Massimo Cardosa, presenza significativa dato che lo studioso è di origini orbetellane e viene spesso da queste parti. La sua è stata dunque una ricerca, oltre che tecnica, compiuta «con il cuore». Cardosa ha preso in esame un'area vasta, da Talamone al Chiarone, che ha subito un'evoluzione particolarmente interessante. E' accaduto infatti che gli insediamenti sparsi nella prima Età del Ferro sono cessati intorno al VIII sec a.C. quando si è sviluppato il centro di Vulci che ha richiamato tutti a sé. Nel giro di un secolo, le varie attività si sono perfezionate con la conseguenza che i vari «specialisti» sono tornati ciascuno nelle zone più congeniali per ridare vita ad una serie di centri sparsi nella vallata dell'Albegna, tra i quali Orbetello. Intorno alla laguna, per adesso, l'attenzione dei ricercatori si è concentrata sui resti di una industria della prima Età del Ferro nella duna della Feniglia, di cui ha relazionato la dottoressa Laura Benedetti. Lo scavo, ancora in corso, sta esplorando un insediamento riconducibile alla prima Età del Ferro (IX-VIII sec. a.C.) ed alla tipologia degli insediamenti costieri già noti lungo la costa tirrenica, dalla zona di Civitavecchia a quella di Populonia. Lo dimostrerebbero i mariali rinvenuti che indicano anche un'attività industriale legata essenzialmente allo sfruttamento delle risorse marine. Una sorta di filiera che andava dalla pesca alla conservazione dei prodotti ittici e che si poneva accanto alla estrazione e lavorazione del sale. All'interno del sito, sembra inoltre di poter individuare due diverse fasi di frequentazione: la prima costituita da una abitazione e la seconda data da una «industria», come dimostrerebbe la presenza di vasche. Per saperne di più, bisognerà comunque attendere la campagna di scavi del 2008 che interesserà un territorio più vasto in modo da ricavare ulteriori dati per avere un quadro più preciso di come si svolgeva la vita tra la fine del IX e la prima metà dell'VIII sec. a.C. GIOVEDÌ, 11 OTTOBRE 2007 Pagina 9 - Grosseto DUNA DI FENIGLIA A fianco del polo produttivo viene alla luce un'abitazione -------------------------------------------------------------------------------- ORBETELLO. Negli scavi della duna di Feniglia, a «parlare» sono gli elementi riportati alla luce che fanno capire quali attività vi si svolgevano nella prima Età del Ferro. Tra essi, la dottoressa Laura Benedetti ha parlato di un grande scarico di materiale ceramico di scarto prevalentemente costituito da frammenti di olle e vasi di grandi dimensioni. Recipienti che erano, con tutta probabilità, il frutto delle attività artigianali che caratterizzavano il sito. Gli scavi hanno inoltre messo in evidenza una struttura muraria in pietre non sbozzate, a secco, forse base di una struttura abitativa, dato che al suo interno sono state ritrovate parti di alari, strumenti per la filatura e tessitura e due piccoli forni circolari che si presume, servissero per usi domestici. Una casa che sembra interrompersi bruscamente a contatto con un'area in cui sono state ritrovate tre vasche di concotto di forma ellittica con brevi pareti verticali, rivestite all'interno da un sottile strato di calcare. Di queste, la meglio conservata è la vasca centrale che ha restituito frammenti di alcuni vasi ovoidi. Dunque, una casa allineata ad una fabbrica. Il tutto databile tra la fine del IX e la prima metà dell'VIII secolo a.C. stando alla cronologia dei materiali che formano questo che sicuramente è uno dei tanti insediamenti archeologici della zona sud. P.T. Paola Tana
TOSCANA - ORBETELLO.Scoperta antica industria del pesce
Un'attività produttiva legata alla pesca e alla lavorazione del pesce è stata scoperta vicino a Orbetello, in una zona chiamata duna di Feniglia. Gli scavi hanno rivelato un insediamento riconducibile alla prima Età del Ferro (IX-VIII sec. a.C.) con una industria legata allo sfruttamento delle risorse marine. La zona era caratterizzata da una filiera che andava dalla pesca alla conservazione dei prodotti ittici e dall'estrazione e lavorazione del sale. All'interno del sito sono state trovate due diverse fasi di frequentazione: una abitazione e un'industria.
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