PISA. L'aereo presidenziale è atterrato all'aeroporto militare Dall'Oro alle 9,35. Ad attendere il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il ministro dell'Interno Giuliano Amato, c'erano il prefetto Benedetto Basile e il comandante della 46 Aerobrigata Vitantonio Cormio. In aeroporto. Il presidente si è intrattenuto in una sala dell'aeroporto militare, mentre il ministro Amato - secondo il protocollo - è stato scortato alla Scuola Sant'Anna di cui ieri ricorreva l'anniversario a vent'anni dalla Fondazione. Proprio questa ricorrenza era il motivo dell'invito rivolto al capo dello Stato. Scuola S. Anna. Nel frattempo, in via Carducci, all'ingresso principale della Scuola, erano già presenti le autorità: il direttore della Scuola Sant'Anna, Riccardo Varaldo; il sindaco di Pisa, Paolo Fontanelli; il presidente della Provincia, Andrea Pieroni; il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini e il presidente del consiglio regionale Riccardo Nencini. L'arrivo del presidente è stato preceduto dal transito di quattro vigili urbani in motocicletta e da cinque poliziotti, sempre in moto. Alle finestre delle case di fronte la Scuola, la gente era affacciata e aspettava di vedere Giorgio Napolitano. In strada diversi curiosi fra cui anche quattro ragazzini che avevano marinato la scuola per vedere «il nostro presidente della Repubblica». Tutta la gente in strada, è stata fatta allontanare prima dell'arrivo del corteo presidenziale. Da via Santa Caterina, è sbucata un'Alfa 159 della polizia stradale. Dopo qualche secondo è arrivata una Lancia Thesis scura. La gente ha cominciato ad applaudire, ma era un falso allarme perché in quella macchina c'erano gli uomini della scorta. Quindi, è arrivata l'auto presidenziale, che si è fermata proprio davanti l'ingresso principale della Scuola Sant'Anna seguita da altri due motociclisti e una terza macchina con altri uomini della scorta. Benvenuto Presidente. Dal sedile posteriore di destra, è uscito il presidente della Repubblica. Il professore Varaldo ha stretto la mano al capo dello Stato e gli ha dato il benvenuto, così come hanno fatto le altre autorità. Un corazziere in alta uniforme rendeva onore alla più alta carica dello Stato. Quindi, il presidente è entrato nel cortile della Scuola dove ha raccolto il primo applauso. Il presidente e tutte le autorità, prima dell'inizio della conferenza, si sono intrattenuti nella saletta delle riunioni dove, ad attendere, c'erano, il ministro Giuliano Amato e il vicepresidente del consiglio Enrico Letta. Ma c'erano anche l'arcivescovo Alessandro Plotti; il prof. Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale; il prof Franco Mosca; il prefetto Benedetto Basile; il presidente della Camera di Commercio e dell'Opera Primaziale, Pierfrancesco Pacini. Dopo questo scambio di saluti, è iniziata la conferenza. Dopo poco più di un'ora, la conferenza si è conclusa e il presidente Napolitano ha lasciato la Scuola. Il corteo presidenziale, nella stessa formazione con cui era arrivato, è partito per piazza Sant'Antonio per inaugurare Largo Padri della Costituzione (di cui riferiamo a parte). Napolitano preoccupato. Il presidente ha chiesto al sindaco «come va la città?», ma - soprattutto - è apparso preoccupato per la situazione politica italiana. Nel suo intervento al Sant'Anna ha posto l'accento sulle «contrapposizioni della politica e le ondate dell'antipolitica». Dichiarazioni battute dalle agenzie e che già in mattinata scatenavano repliche dal centrodestra con Calderoli della Lega che chiedeva lo scioglimento delle Camere. Sotto la Torre. In questo quadro generale di preoccupazione si è inserita la visita di Napolitano che, dopo avere scoperto la lapide, è andato in piazza dei Miracoli dove una nutrita folla di cittadini e turisti era lungo le transenne in attesa di vedere il presidente della Repubblica. Ad aspettare Napolitano, a due passi della fontana c'erano monsignor Plotti, Pacini come presidente della Primaziale, il prof. Michele Jamiolkoswy, il prof. Settis, il prefetto. C'erano anche il sindaco Fontanelli, al presidente della Provincia Pieroni, e al presidente della Regione Martini. A Giorgio Napolitano, Pacini ha donato una medaglia col simbolo della Primaziale. Quindi, il gruppo si è incamminato verso la Torre ai cui piedi c'erano i giovani restauratori che stanno lavorando per riportare il Campanile al suo splendore. «Presidente» ha gridato la gente e lui ha risposto alzando la mano in segno di saluto. Il restauro. Il direttore dei lavori di restauro alla Torre, Gisella Capponi, ha illustrato al presidente quanto fatto fin'ora e quanto ancora c'è da fare. «Abbiamo semplicemente indicato i problemi del restauro delle superfici che erano state trascurate nel corso dei lavori che avevano come obbiettivo la stabilità della Torre. Ma grazie all'impegno economico sostenuto sia dallo Stato che dall'Opera della Primaziale sono stati messi insieme 5 milioni di euro. Soldi che serviranno per riportare all'antico splendore ben 7.500 metri quadrati di superficie. Abbiamo detto al presidente che i capitelli sono fra i punti più fragili e quindi più delicati». Le maestranze che stanno lavorando ai lavori di restauro sono 25 di due ditte diverse, la Cbc che lavora esternamente e la Cobec di Spoleto che lavora all'interno. Inoltre, ci lavorano anche i restauratori della Primaziale. Il presidente ha stretto le mani dei giovani restauratori e (come diciamo altrove) si è interessato al loro lavoro. Il presidente ha chiesto al prof. Jamiolkowsky «se dopo i lavori adesso la Torre è sicura tre o seicento anni». «Trecento», ha risposto il professore che ha curato i lavori che hanno dato stabilità al monumento. Alzando lo sguardo alla cima della Torre, il presidente ha detto: «Era già bella prima, ma ora ce la godiamo di più». E poi ha voluto sapere quando finiranno i lavori di restaurazione in corso. «Nel 2009» gli è stato risposto. «Bene, nel 2009 tornerò a Pisa», ha detto Giorgio Napolitano. Il prof. Settis ha illustrato al capo dello Stato l'iniziativa "MarathonArte". «Abbiamo chiesto alla gente di dare un contributo attraverso un sms - ha detto Settis a Napolitano - in sostegno del restauro di sette monumenti italiani. In pochi giorni, sono stati raccolti due milioni di euro e credo che questo dimostri quanto il popolo italiano sia sensibile ai beni culturali». In Cattedrale. Secondo la procedura, il presidente sarebbe dovuto ritornare sui propri passi per fare ritorno, invece ha espresso il desiderio di potere vedere il Duomo. L'arcivescovo Plotti e il presidente Pacini hanno guidato il drappello di personalità. Un fuori programma inatteso e che a una guardia che era sulla porta d'ingresso, ha fatto dire al microfono che aveva sulla giacca: «Accendi tutte le luci!». Pacini ha illustrato le bellezze artistiche all'interno del Duomo e il presidente ha apprezzato. Poi ha raccontato che «durante un incontro internazionale mi avevano fatto sedere fra la moglie del presidente della Repubblica Ceca e la moglie del presidente polacco. E mi sono stupito del grande interesse di queste due signore per le bellezze artistiche del nostro Paese». Il saluto. All'uscita dal Duomo, il presidente ha stretto diverse mani di italiani e di stranieri. E prima di lasciare piazza dei Miracoli, il capo dello Stato ha conosciuto e stretto la mano a una donna, Daniela Giuffré, nuovo comandante della polizia stradale di Pisa.