In Salvaguardia passa il progetto per i cantieri di gestione e manutenzione. Ma la Soprintendenza non è d'accordo C'è voluta oltre un'ora di accesa discussione. Ma alla fine la commissione di salvaguardia, pur con un voto a maggioranza, ha dato la sua approvazione a quel "piano attuativo per l'insediamento delle attività di realizzazione, gestione e manutenzione del sistema Mose" all'Arsenale, destinato a trasformare l'intero settore nord del complesso, tra le tese che si affacciano sul bacino grande e i bacini di carenaggio. Solo un primo via libera, perché in salvaguardia ora dovranno ritornare i progetti definitivi dei singoli interventi nell'area. E nel suo parere positivo, la commissione ha sottolineato anche questo. Il tutto dopo le inevitabili polemiche e un voto che ha diviso, con 11 commissari a favore e 5 contrari. Tra questi, anche i due rappresentanti della Soprintendenza, quello del Ministero dell'ambiente, uno di quelli del Comune. Tutti critici verso un piano, ribattezzato master pian, che non entrando nei dettagli lascia aperti tanti dubbi, sia sul fronte storico-artistico, che ambientale: troppi capannoni verrebbero realizzati nell'area dei bacini, uno in particolare a ridosso di uno vincolato, oltretutto per lavorazioni potenzialmente pericolose. «Prima lo avevano chiamato piano attuativo, ma un piano attuativo è uno strumento del Comune che c'è già - spiega il rappresentate del ministero dell'ambiente, Stefano Boato -. Ora ce lo hanno ripresentato, sempre lo stesso foglietto, come master plan, una parola inglese, ma che non è uno strumento giuridico previsto dal nostro ordinamento». Che il tema sia controverso è noto. Proprio il Comune, oltre un anno fa, aveva sostenuto che non c'era compatibilità urbanistica per il centro di gestione del Mose all'Arsenale, ma il Magistrato alle acque ora l'ha ottenuta attraverso un accordo Stato Regione. Un "superamento" non gradito da Ca' Farsetti che nei giorni scorsi aveva ribadito la sua posizione proprio ad alcuni membri della salvaguardia. Lo conferma lo stesso capo di gabinetto del sindaco, Maurizio Calligaro: «Il Magistrato alle acque ha utilizzato un procedimento irrituale. Un anno fa eravamo rimasti d'accordo che si saremmo risentiti sull'Arsenale. Invece ci siamo trovati in salvaguardia questo piano attuativo, dove dovrebbero arrivare solo i progetti esecutivi». Ma che farà ora il Comune? «Prima vediamo gli atti, poi valuteremo il da farsi anche con l'Avvocatura». Il Magistrato alle acque, da parte sua, difende la procedura e si preparare a passare alle progettazioni definitive. «Questo passaggio in salvaguardia non era strettamente obbligatorio - spiega il presidente, l'ingegner Giovanna Piva -. Lo abbiamo voluto per una forma di rispetto del lavoro della salvaguardia e per avere una presa d'atto di quella che è la filosofia generale dell'intervento. Ora passeremo alle progettazioni definitive», n presidente non vuole sbilanciarsi sui tempi: si comincerà comunque dagli interventi sulle tese e i primi cantieri potrebbero a aprire già a metà 2008.
Via libera in Arsenale al "cervello" del Mose
La commissione di salvaguardia ha approvato il piano attuativo per l'insediamento delle attività di realizzazione, gestione e manutenzione del sistema Mose all'Arsenale, nonostante le polemiche e il voto diviso. La Soprintendenza non è d'accordo con il piano, che lascia aperti dubbi sul fronte storico-artistico e ambientale. Il piano è stato ribattezzato "master plan" e non è uno strumento giuridico previsto dal nostro ordinamento. Il Comune aveva già espresso la sua opposizione all'idea di trasformare l'intero settore nord dell'Arsenale, ma il Magistrato alle acque ha ottenuto un accordo Stato-Regione per realizzare il progetto.
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