E metallo al posto del cemento per il tempio della lirica in riva al lago -------------------------------------------------------------------------------- TORRE DEL LAGO. Metallo al posto del cemento e due torri invece di quattro. È il verdetto del ministero dei Beni culturali per il volto definitivo del nuovo teatro della lirica in costruzione sulle sponde di quel Massaciuccoli moribondo al cui paesaggio tanto deve la musica di Giacomo Puccini. Nei mesi scorsi i vertici nazionali, regionali e locali di Italia Nostra hanno ripetutamente chiesto di ripensare la struttura soprattutto per l'aspetto relativo alle quattro torri da 18 metri ciascuna che l'architetto Italo Insolera, padre illustre di un progetto originale rimasto lettera morta, aveva previsto in metallo e decisamente più piccole. Sulla scia del dibattito apertosi, nell'inverno scorso è sbarcata sulle rive del lago anche la trasmissione televisiva "Bella Italia". Dalla quale le torri sono uscite irrimediabilmente bocciate, anche se oggetto di un annuncio del sindaco di Viareggio, Marco Marcucci, favorevole a ripensarle proprio in metallo. Nei mesi successivi si è sviluppato un vero e proprio braccio di ferro che ha visto coinvolti quasi tutti gli enti interessati a prendere una decisione, ma anche due inchieste sul teatro: della Corte dei conti e del ministero dell'Ambiente. Ieri, al tavolo del sottosegretario ai Beni culturali Andrea Marcucci, Comune e Fondazione Festival pucciniano hanno raggiunto l'accordo: due torri, quelle più vicine al lago, saranno abbattute e «sostituite con strutture metalliche non permanenti». Soddisfatto il presidente regionale di Italia Nostra, Nicola Caracciolo: «È una bella vittoria - commenta a caldo - alla quale ha molto contribuito la nostra sezione locale. Ma è anche la conferma che quando si crea un coinvolgimento popolare la classe politica, spesso un po' pigra, finisce per muoversi». Il sindaco Marcucci, di ritorno da Roma, ha spiegato cosa lo ha mosso alla ricerca di un'intesa: «Ho sempre considerato che il problema fosse reale soprattutto dal punto di vista del Belvedere. Sul quale l'impatto estetico era davvero negativo». Mentre l'assessora alla Cultura, Cristina Boncompagni, ammonisce: «In metallo o cemento, l'importante è che la funzionalità venga mantenuta a supporto delle scenografie. Un aspetto determinante se si vogliono fare spettacoli non di serie B. Che Puccini non merita». Donatella Francesconi