Innalzate a luglio per la festa di Valentino e disegnate dal premio Oscar, erano rimaste ai Fori tra polemiche e ordini di rimozione Dopo le critiche, inizia lo smontaggio. Ferretti: "Buttatele pure" -------------------------------------------------------------------------------- È iniziato lo smontaggio della Hollywood innalzata in faccia al Colosseo. Ieri mattina gli operai di una ditta di scenotecnica hanno iniziato a portare via le colonne in vetroresina che, disegnate dallo scenografo Dante Ferretti, furono collocate ai primi di luglio sui resti del tempio di Venere e Roma per il banchetto in onore di Valentino. E che, finita la cena per 400 vip, sono rimaste per tutta lestate, e oltre, al loro posto: sulla pedana sovrapposta allo stilobate delledificio sacro. Lì, sul piano, svettanti e illuminate. Nonostante la richiesta di rimozione presentata ai responsabili della maison, a fine agosto, dalla Soprintendenza archeologica. E nonostante londata di proteste, per luso improprio del sito archeologico, raccolte da Italia nostra e giunte, tra laltro, al sito www. roma. repubblica. it «Io le ho disegnate - spiega il premio Oscar 2005 per The Aviator - per levento di Valentino, per una serata che ha avuto un grande successo, in Italia e non solo. Però, perché siano rimaste oltre quella data nel tempio, non lo so, sebbene, immagino, per spiegare ai turisti la forma di quel magnifico tempio, attraverso una ricostruzione virtuale e fedele alloriginale. Comunque, non mi interessa». Cè stato anche un ingegnere di Ronciglione, nel Viterbese, che ha chiesto di averle per piazzarle nel suo podere, come scenografia di un teatro da offrire alla cittadinanza. «Sì, mia ha telefonato» racconta Ferretti. «Ma gli ho spiegato che le colonne non sono mie, le ho solo disegnate, che si rivolgesse ai proprietari. Come per un film, finite le riprese, delle scenografie non se ne parla più ...», saugura lo scenografo. «È un modo sciatto e incolto di gestire i nostri monumenti. Dobbiamo avere più rispetto per chi fa chilometri per venire ad ammirare larcheologia romana, e non umiliarla con interventi che ne alterano forma e contenuto», aveva tuonato lex soprintendente Adriano La Regina il 10 luglio davanti ai resti delle "Valentiniadi". Ma le colonne posticce che, realizzate sul modello di quelle originali, e poste nello stesso posto in cui si trovavano i rocchi di marmo ai tempi dellinaugurazione nel 135 d. C., sotto limperatore Adriano, non dispiacevano al ministero dei Beni culturali. Che aveva subito disposto la loro permanenza per tutta lestate. E oltre. «Non capisco perché tante polemiche per le colonne - dichiarava il 7 settembre Silvana Rizzo, consigliere culturale del ministro Francesco Rutelli - si tratta della scenografia, peraltro di un premio Oscar, che si presta al gioco di far vedere comera un tempio nellantica Roma». E annunciava: «Si andrà avanti per tutto settembre, forse fino ai primi di ottobre». Così è stato. Ora si attende che, tolto il colonnato, arrivino i permessi per innalzare i ponteggi, e dare il via ai restauri del tempio vero, e che arrivino i 200mila euro promessi da Valentino per mandare avanti i lavori.