Al termine i restauri del complesso che ospita il tribunale. Per il futuro: uffici o museo? PRATICAMENTE una mosca bianca: uno dei pochi esempi di facciata barocca a Firenze. È il complesso di San Firenze che caratterizza la piazza omonima e che ormai dal marzo del 2006 è nascosto dai ponteggi necessari a portare avanti il restauro. Tra un mese al massimo, ma si pensa entro la fine del mese di ottobre, la facciata tornerà completamente visibile dopo un intervento, costato 420.000euro, resosi necessarioa25annicirca dal restauro precedente. L'edificio, che ancora per un anno sarà sede del tribunale di Firenze in attesa del completamento del nuovo gigantesco palazzo di Novoli, ha una singolare facciata simmetrica formata dalla chiesa di San Filippo Neri sulla sinistra e dall'oratorio dei Padri Filippinia destra, nel mezzo il palazzo- convento. Non moltissimi anni corrono fra la realizzazione della facciata di San Filippo Neri (1715), disegnata da Ferdinando Ruggeri, e la sua replica per l'oratorio e la parte centrale dell'edificio, progettati da Zanobi Del Rosso (1775): «Non sono molti - dice l'architetto Oriella Pieracci del Servizio Belle Arti del Comune di Firenze e direttore dei lavori - eppure le due parti della facciata presentavano stati dissimili di conservazione, certamente anche per le diverse provenienze dei materiali usati e le differenti maestranze chevi lavorarono». Le impalcature restano ormai solo sulla parte sinistra della facciata per cui sono ben visibili i gruppi statuari appena restaurati: «le polveri e l'acidità delle piogge sono i nemici della conservazione - continua l'architetto Pieracci - qualche mese fa quando fu completato il restauro del gruppo sul portale dell'oratorio (Orazione e Umiltà, rispettivamente di Pompilio Ticciati e Giovanni Nobili, ndr) il bianco del marmo era abbagliante, oggi già mi sembra ci sia una patina, seppur ancora lieve».Avrebbe anche influito ad accelerare il degrado della facciata della chiesa di San Filippo Neri il vento "di montagna" che si infilerebbe lungo via Condotta impattando sull'edificio. Se le escursioni termiche, le piogge, il vento, le polveri hanno intaccato pesantemente l'integrità della facciata un grosso danno è stato certamente causato dal guano che ha formato un duro strato sulle modanaturee le cornici: non a caso 43.000 euro sono stati spesi per un impianto capace di impedire la sosta dei volatili che sono in grado di sentire la presenza di una rete che porta corrente elettrica a basso voltaggio, non sufficiente a minacciare la vita degli animali ma solo a impedirne lo stazionamento. Adesso il complesso di San Firenze parrebbe destinato ad accogliere gli uffici amministrativi del Comune ora in Palazzo Vecchio, ma da tempo voci differenti sul suo futuro si sono levate e, come ha detto l'architetto Giuseppe Cini, direttore del Servizio Belle Arti del Comune, gli uffici potrebbero trovare spazi assai adatti nella sede attuale della Pretura, in piazza San Martino, che andrà a Novoli, lasciando San Firenze a svolgere il ruolo .