Massimo Morisi, garante della comunicazione per il governo del territorio in Toscana, si è chiesto su "Repubblica" come mai il dibattito sul Pit non ha trovato su giornali e tv il rilievo che ci si sarebbe aspettati aspettare. Hanno fatto più notizia i comitati sorti come funghi sulle tante questioni edilizie e urbanistiche in polemica con Regione ed enti locali. Il problema posto da Morisi è tutt'altro che nuovo specialmente - ma non solo - per quanto riguarda l'ambiente; ma ha indubbiamente una sua specificità proprio in riferimento al Pit e alla vicenda innescata da Monticchiello. Morisi sottolinea criticamente il fatto che «un migliaio tra sindaci, cittadini e studiosi hanno dato vita a qualcosa che molto assomiglia agli stati generali del piano di indirizzo della Toscana» senza trovare voce adeguata sui mezzi di informazione. Ha fatto più notizia Asor Rosa. Però nelle proteste e iniziative dei comitati, comunque le si vogliano giudicare, c'era una concretezza che non abbiamo registrato sempre nelle risposte (e nei troppi silenzi) istituzionali. Vedo che in Val d'Orcia si è detto no alla iniziativa Puliamo il mondo di Legambiente per protesta contro le posizioni assunte dalla associazione sull'ecomostro. Non sarebbe stato meglio che i comuni della Val d'Orcia, con Provincia e Regione spiegassero come mai in un'area protetta regionale (Anpil di 70mila ettari!) è stato possibile effettuare un simile intervento? Anziché parlare di stalle finalmente chiuse, si potrebbe sapere ora cosa si intende fare di quell'area protetta regionale? E si potrebbe sapere finalmente (neppure Morisi ne fa cenno) se i parchi e le aree protette in questa strategia hanno un ruolo e quale? Morisi parla di parchi eolici, porti turistici etc, ma nella Conferenza sul mare, di queste cose e della criticità delle coste si è parlato? Io, per fare un altro esempio, mi sono letto un bel po' di comunicati e dichiarazioni sul sito della Regione riguardanti l'agricoltura e il piano rurale è non vi ho trovato nessun (dico nessuno) riferimento al ruolo e al lavoro dei parchi e delle aree protette (e neppure in quello sulla mo0ntagna). C'entrano queste cose con le critiche di Morisi? Credo di sì, nel senso che senza questi riferimenti concreti e precisi, meno vaghi e letterari di tante pagine del voluminoso Pit, anche le notizie perdono quella concretezza che invece le proteste hanno, nel bene e nel male. Insomma, si pensa davvero che il Pit (non parliamo del Praa di cui si sono perse le tracce) faccia notizia e soprattutto incida nelle scelte di Comuni, Province e Regione e del Parco se all'Arcipelago Toscano il dibattito sulle aree marine non riuscirà a raccordarsi al piano del Parco, ai piani regolatori? Con questo si vuole solo dire che per fare notizia non bastano i documenti e i convegni.