Il responsabile dell'unità operativa autonoma per gli Affari della Presidenza della Regione, Vincenzo Falcone, in una nota dell'Ufficio Stampa della Giunta regionale, esprime soddisfazione per i risultati del progetto per la tutela satellitare dei siti archeologici calabresi. "Lo studio in fase di ultimazione - afferma Falcone - rientra nel progetto Discovering Magna Grecia (alla scoperta della Magna Grecia), è finanziato con fondi europei e fa parte del Programma Comunitario Interreg IIIB Archimed di cui la Regione è capofila. Il progetto, pensato inizialmente solo per la Provincia di Cosenza, successivamente è stato esteso a tutto il territorio regionale. Inoltre, partecipano a Discovering anche la Provincia di Agrigento e le regioni greche dell'Est Macedonia, la Tracia e Creta". Il progetto è stato realizzato, su scala regionale, dal docente dell'Università della Calabria Giuseppe Roma, secondo cui con il laboratorio di telerilevamento satellitare s'intende "sorvegliare e tutelare, in collaborazione con la Sovrintendenza, almeno tre dei maggiori siti archeologici calabresi. La Calabria - ha aggiunto - è, nel complesso, ricchissima di testimonianze che vanno dalla preistoria ai giorni nostri, perciò non esiste un sito o un itinerario più rilevante degli altri. Ad esempio, è veramente entusiasmante accorgersi come i contatti, fin dai tempi più remoti, siano sempre avvenuti e, per quanto ci riguarda, non si può non citare l'esempio del monastero del Patir di Rossano, che mantenne i rapporti con tutti i centri più importanti del Mediterraneo. Il telerilevamento satellitare - ha detto infine Roma - è un progetto sperimentale ma all'avanguardia. In questa ottica vantiamo l'accordo quadro con l'Agenzia Spaziale Italiana e con il nucleo Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri".
CATANZARO. Tutela satellitare per i siti archeologici
Il progetto Discovering Magna Grecia, finanziato con fondi europei, mira a tutelare i siti archeologici calabresi attraverso il laboratorio di telerilevamento satellitare. Il progetto è stato realizzato dalla Università della Calabria e coinvolge la Sovrintendenza e le province di Cosenza, Agrigento e le regioni greche. Il docente Giuseppe Roma ha spiegato che il progetto mira a sorvegliare e tutelare almeno tre siti archeologici calabresi, tra cui il monastero del Patir di Rossano, che ha mantenuto rapporti con i centri più importanti del Mediterraneo.
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