A spiegare i perché di questo piano di recupero della Città antica è l'assessore all'urbanistica Luciano Francardi. «Si colloca - esordisce - in un restyling della città di Piombino che passa attraverso le adozioni del piano di Marina, il rifacimento del Vecchio ospedale, la rivisitazione di piazza Manzoni». «In questo quadro - specifica l'assessore Francardi - l'amministrazione comunale, anche con altri piani, vedi Città futura e il piano integrato per il rilancio di via Corsica, cerca proprio nel connubio tra pubblico e privato di utilizzare investimenti privati. Appunto per recuperare al pubblico pezzi della città dimenticati, se non addirittura abbandonati a se stessi». Prosegue Luciano Francardi: «I licei e la piazza dell'ospedale, quella che va dai vecchi licei a Marina, sono l'esempio del degrado che l'abbandono di un vissuto quotidiano determina nella città. La ristrutturazione degli ex licei in residenziali e in turistico ricettivo, con parte degli appartamenti ad affitto agevolato - dice ancora - il rifacimento della piazza a terrazzamenti in legno più un parcheggio sotterraneo, significheranno un riutilizzo di una piazza da troppo tempo abbandonata e una presenza antropica attualmente assente. Questa struttura si collegherà con la nuova piazza Manzoni, col nuovo polo culturale e con la piazza di Cittadella "ricreando" un percorso pedonabile di grande attrattiva paesaggistica e con un fascino legato alla storia che vedeva quello stesso percorso fatto dai signori di Piombino». «Il progetto di Marina di inserisce in questa visione di un recupero della città a una vivibilità più vasta. Con l'inserimento turistico ricettivo di qualità e di esercizi commerciali che, come tali, dovranno attrarre le presenze antropiche». «Nel caso specifico la ristrutturazione urbanistica passa attraverso un inserimento urbanistico di carattere moderno, all'interno di un pezzo della Città antica. Senza voler essere presuntuoso ricordo la piramide all'interno del Louvre o la pensilina degli Uffizi. La discussione che deve seguire - conclude - al netto delle problematiche di carattere personale, vorrebbe aprire un confronto sulle prospettive di innovazione urbanistica che questa città non può più attendere».