Un articolo su "Oggi". «Possibile che per Soprintendenza e Ministero non avesse valore?» -------------------------------------------------------------------------------- LIVORNO. La demolizione del cinema Odeon, per trasformarlo in un parcheggio da oltre 600 posti, ha innescato una serie di polimiche che hanno varcato i confini della città per arrivare perfino a Roma: della questione se ne è infatti occupato anche Vittorio Sgarbi, popolarissimo critico di storia dell'arte, che nell'ultimo numero della rivista Oggi ha riservato proprio alla vicenda ("Perché Livorno cancella il gloriso cinema Odeon?) un trafiletto nella sua rubrica "Mostre... e mostri". Ovviamente l'abbattimento della storica sala cinematografica livornese è stata inserita nella categoria dei mostri... Sgarbi, dopo aver sottolineato che la strana situazione del cinema italiano - dove si applaqude alla proliferazione di festival ma si assite passivamente alla cancellazione di luoghi storici - entra direttamente nel merito della vicenda Odeon. «Una sala leggendaria, l'Odeon di Livorno - scrive Vittorio Sgarbi su Oggi - fra le più grandi d'Italia quando venne aperta (1952, 2500 posti), restaurata meno di dieci anni fa, ha il destino segnato». «Al suo posto - prosegue - sorgerà l'ennesimo superparcheggio, che del vecchio cinema, progettato dall'architetto e scenografo futurista Virgilio Marchi, conserverà solo il propsetto convesso e il foyer, orgoglio dei livornesi». A questo punto, il famoso critico di storia dell'arte si domanda perché non sia stato possibile procedere a una riconversione. «Possibile che per la Soprintendenza e per il Ministero - afferma Sgarbi - l'Odeon non abbia valore storico, architettonico, soprattutto culturale? Possibile che Livorno, carente di strutture del genere, si permetta di perderlo senza tentarne un'adeguata riconversione? Possibile che il cinema italiano sia privo di una politica che pensi alla storia e agli spettatori, non meno che ai produttori e agli autori?» Sì, purtroppo è possibile. E la malinconica fine dell'Odeon ne è la testimonianza: buttato giù come se fosse stato bombardato. E ora su, avanti con il parcheggio. E speriamo che almeno sia una struttura utile al servizio della viabilità cittadina. Per saperlo dovremo attendere un anno, quando l'opera dovrebbe essere completata. Nel frattempo speriamo che l'amministrazione comunale, bontà sua, illustri il nuovo piano della mobilità urbana: se ne parla da due anni e mezzo ma nessuno l'ha mai visto. ale. gu.