Decretone senza pace, impallinato e stravolto. La commissione Bilancio del Senato ha continuato l'esame fino a notte tarda cercando l'accordo sull'introduzione di norme più stringenti per il condono edilizio reclamate fin dai giorni scorsi da An, Udc e Lega. L'intesa non è arrivata ma il condono, almeno nella versione dell'emendamento di An, approvato ieri notte, contro il parere del governo, sarà più severo. La modifica, proposta da Giuseppe Specchia e approvata dalla Commissione Bilancio, stabilisce che il limite di 750 metri cubi fissato per il condono venga riferito all'intero immobile abusivo e non alle singole unità abitative da cui lo stesso è composto come prevedeva il dccretone nella versione originale. La misura approvata impedirà il condono di interi palazzi utilizzando più domande in parallelo ma che creerà problemi di gettito valutati dai Verdi in 1 miliardo. Approvato anche lo slittamento dei termini per l'adesione al concordato preventivo dal 20 febbraio a!31 maggio del 2001. Resta aperto lo scontro sulla Cassa Depositi e prestiti, sulla vendita degli alloggi della Difesa e sullo stop alla liberalizzazione dei servizi pubblici locali (voluto dalla Lega) ma che ha fatto sobbalzare l'Udc. Torna invece alla versione originale il testo sulla vendita dei beni culturali dove scompare il silenzio-assenso rendendo di fatto più difficile la cessione degli immobìli artistici e creando, anche in questo caso, problemi di gettito. Appesa ad un filo resta l'intesa sugli altri terni: si prevederebbe un allentamento della stretta sui prepensionamenti per l'amianto, un cambiamento per la tecno-Tremonti e per gli sconti fiscali destinati al rientro dei ricercatori. Quanto agli altri emendamenti sono presumibilmente destinati alla bocciatura «tecnica» e sul dccretone, che verrà affidalo oggi all'aula, potrà cadere un maxiemendamento concordato tra la maggioranza e la collegialità del governo. Resta ad alta tensione soprattutto il nodo della trasformazione della Cassa Depositi e Prestiti in società per azioni: l'istituto, che attualmente è una semplice amministrazione del ministero del Tesoro, diventerebbe di fatto una banca e ciò ha provocato la richiesta di sottoporla alla vigilanza completa dellaBancad'ltalia che, invece il decreto non prevede. Mentre il Tesoro, con il sottosegretario Armosino, ha ricordato che su quel testo «ci sono le firme di 11 ministri», Buttiglione ha smarcato i suoi negando che il concerto sul testo sia arrivato fino ai dettagli. A rinfocolare la polemica, che sullo sfondo vede l'ennesirna contrapposizione tra Tremonti e Fazio, ieri sono giunte le dichiarazioni del ministro dell'Economia che nella relazione al Parlamento sull'attività della Consob ha rilanciato l'idea di una autorità unica a difesa del risparmio. «Tremonti riprova a mettere le mani sulla vigilanza bancaria», ha osservato Natale D'Amico della Margherita. Scontro anche sulla vendita degli alloggi della Difesa: sebbene il ministro Martino avrebbe ormai riconosciuto che la cessione degli alloggi sia irrinunciabile, resta il dissidio sui fondi che servirebbero per costruire nuove case per i militari.