A distanza di trent'anni esatti dal brusco stop, imposto dalla Soprintendenza di Firenze, che nel maggio 1977 aveva bloccato la vendita della collezione d'arte di Palazzo Serristori, Sotheby's ha annunciato che il 6 novembre proporrà all'asta «un considerevole nucleo di dipinti e arredi» provenienti da quella stessa raccolta. L'allure della vendita sarà accresciuta dalla spettacolare cornice in cui si svolgerà: i saloni del maestoso edificio sul Lungarno fatto costruire nel 1515 da Lorenzo di Averardo, antenato della famiglia Serristori e ampliato nell'800 con un magnifico giardino e la celebre "passeggiata". Ancora intatta, la lapide sulla facciata ricorda che «Giuseppe Bonaparte re di Spagna qui trascorse con i suoi congiunti gli ultimi anni della sua vita avventurosa e qui morì il 28 luglio 1844». Ma il fratello di Napoleone non è l'unico personaggio famoso che vi abbia soggiornato. Come sottolinea Alvar Gonzàlez-Palacios nell'introduzione del catalogo, nel tardo Ottocento Umberto Serristori sposò la nobildonna spagnola Ortensia de la Gandara e il palazzo diventò il punto d'incontro fiorentino più alla moda dell'alta società internazionale. Nel '77, quando l'asta predisposta da Sotheby Parke Bernet fu vietata, insieme a gran parte dei contenuti anche lo stabile venne notificato per il suo pregio storico e architettonico, e cinque anni più tardi sia la collezione sia il Palazzo furono acquistati dall'industriale pratese Leandro Gualtieri. Tra lo Stato e l'imprenditore inizia una disputa che si protrae per più di Prezioso. Monumentale polittico di Mariotto di Nardo, XV secolo due decenni e temporaneamente l'edificio viene utilizzato come deposito per i ventimila pezzi dell'eredità dell'antiquario Stefano Bardini, per alcuni tesori del Museo Archeologico e degli Uffizi e per centinaia di opere alluvionate in attesa di restauro e di una migliore sistemazione. Ora, la situazione si è chiarita. E l'attuale proprietario ha deciso di vendere mobili, dipinti, arredi, mentre il palazzo sarà trasformato in un lussuoso hotel. La raccolta riflette il gusto ottocentesco del conte Umberto, ma comprende anche numerose testimonianze della permanenza nella dimora dei Bonaparte, quali una scultura in marmo bianco, di Lorenzo Bartolini e bottega, raffigurante la principessa Carlotta, figlia di Giuseppe e nipote di Napoleone. Non mancano oggetti più antichi. Come i due candelieri da toilette d'argento, stimati tra 20 e 25mila euro, che il cavaliere Averardo Serristori ricevette in regalo nel '700 da Anna Maria Luisa de' Medici, Elettrice Palatina. Passata alla storia come "la Principessa Saggia", donò a Firenze le raccolte d'arte medicee e proprio quest'anno la città, in ricordo del generoso lascito, le ha reso omaggio con una bella esposizione. E risale al Seicento la figura in bronzo del Cristo Crocifìsso, da un modello di Giovanni Francesco Susini che, stimato 30-50mila euro, spiccava già nella selezione in offerta nel '77. Di grande qualità e stato di conservazione, un grande cassone, realizzato nell'Ottocento in stile rinascimentale, di legno dipinto e dorato, è abbellito sul lato anteriore con scene tratte dal Decamerone di Boccaccio: un esemplare assai simile fu acquistato da Vittorio Emanuele II all'Esposizione di Firenze del 1861 e poi collocato a Palazzo Pitti. Altrettanto pregiata, una coppia di moretti reggitorciera della fine del XVII secolo, in legno decorato ad imitare il bronzo, costa tra 80 e i 20mila euro. Nella ricca quadreria, accanto ai molteplici ritratti, tra i quali quello di Antonio di Luigi Serristori ad opera del pittore Alessandro Gherardini, è in evidenza un gruppo di preziosi fondi oro di Taddeo di Bartolo e una Madonna con Bambino di Giacomo del Pisano. Ma non vi è alcun dubbio sul fatto che tutti gli occhi saranno puntati sull'imponente polittico di Mariotto di Nardo, alto più di tre metri, commissionato nel 1424 - come racconta Gonzàlez-Palacios - a quel bravo artefice fiorentino da Bernardo di Tomaso Serristori «per remedio dell'anima sua». L'effigie del gentiluomo appare nella predella che tuttora completa il quadro, eseguito per la Cappella Serristori nella Chiesa di San Francesco a Figline Valdarno ed esposto nel 1960 a Firenze nella Mostra dei Tesori Segreti delle Case Fiorentine. Nonostante sia gravata da notifica, in considerazione della qualità e della provenienza, per quest'opera riferibile alla fase avanzata dell'attività di Mariotto, del quale si hanno notizie a partire dal 1394, è scontata una cifra molto "importante". Mancano peraltro termini di paragone perché il maestro appare soltanto raramente sui circuiti del mercato dell'arte. Tra il 1992 e il 2006 sono passate all'asta soltanto otto sue opere e il prezzo maggiore risale al 2001 quando Semenzato ha aggiudicato una tempera su tavola di piccole dimensioni (cm.23,5 x 37) per 286mila euro.
Record in arrivo, si chiama Mariotto
Sotheby's annuncia di proporre all'asta un considerevole nucleo di dipinti e arredi provenienti dalla collezione d'arte di Palazzo Serristori, un edificio storico sul Lungarno a Firenze. La vendita sarà accresciuta dalla spettacolare cornice in cui si svolgerà. La collezione riflette il gusto ottocentesco del conte Umberto Serristori, ma comprende anche testimonianze della permanenza nella dimora dei Bonaparte. Tra i pezzi più pregiati vi sono un polittico di Mariotto di Nardo, un candelabro d'argento e una scultura in marmo bianco. La vendita sarà tenuta il 6 novembre.
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