GARDONE RIVIERA La notizia arriva sul Garda come un fulmine a ciel sereno: inspiegabilmente tra gli enti inutili e condannati dalla Finanziaria a scomparire cè anche la Fondazione del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, che si occupa della gestione e della manutenzione dellultima, e più rivelatrice, residenza di Gabriele dAnnunzio. In riva al Benaco non si capisce come possa essere ritenuta inutile una Fondazione che gestisce e garantisce la fruibilità della cittadella monumentale del Vate, che tra laltro, dal punto di vista economico si regge saldamente sulle proprie gambe. «In effetti - spiega la prof.ssa Giovanna Ciccarelli, componente del Cda della Fondazione dannunziana - il Vittoriale è completamente autonomo e vive grazie ad entrate proprie, se si escludono modesti contributi ministeriali. Di certo la Fondazione va riordinata. Ma questa non è una novità, è anzi una questione che è stata posta allattenzione del Ministero per i beni e le attività culturali da tempo». In effetti se ne parla da diversi anni. Risale al 2002 il decreto legislativo sul «riordinamento del sistema degli enti pubblici nazionali», in base al quale la Fondazione gardonese avrebbe dovuto cambiare veste giuridica. La legge aveva svincolato il Ministero dei beni culturali dalla gestione dei grandi complessi museali come quello dannunziano, proponendo di fatto due prospettive: privatizzazione (comunque controllata da una serie di lacci e laccioli, convenzioni e concessioni ministeriali) o gestione universitaria. E Vittoriale ha scelto da tempo di intraprendere questultima strada, dal momento che garantisce una gestione più snella ed efficace. «Ben venga, dunque - continua la prof.ssa Ciccarelli - questa Legge Finanziaria se darà nuovi impulsi al passaggio ad una gestione privatistica del complesso museale». Quel che è certo è che il Vittoriale è tuttaltro che inutile. e' anzi un centro di eccellenza culturale, oltre che il più visitato museo di tutta la Lombardia». «Se è inutile il Vittoriale - commenta il sindaco di Salò, Giampiero Cipani, membro di diritto del Cda della Fondazione - allora lo sono tutti i musei italiani. Oltre tutto è un museo che si mantiene da solo, senza bisogno di aiuti statali». Quel che è certo è che il Vittoriale dovrà cambiare veste giuridica, imboccando la strada della privatizzazione. Va chiarito che in questo caso privatizzazione significa «privatizzazione dei servizi» (come i servizi di guida e di accoglienza o la gestione del teatro) e non certo dei beni architettonici e culturali della cittadella dannunziana. Del resto il Vittoriale si è già incamminato su questa strada: il Museo della Guerra di dAnnunzio, ad esempio, è stato creato con il contributo fondamentale di un privato. Ovviamente lintero complesso rimarrà sotto la tutela del Ministero ai beni culturali. Al Vittoriale, del resto, non si muove un dito senza il nulla osta della Soprintendenza.