Vanelli: "Speriamo di arrivare in tempo, cè ancora molto da fare, ma alla fine sarà più grande di Versailles" La Spantigati: "Nella chiesa di SantUberto come nella Sala di Diana abbiamo ricollocato le tele originali" Il cruccio: sul piazzale di fronte alledificio cè una casa mal ridotta ma i proprietari non se ne vogliono andare Nel piazzale di fronte allex residenza estiva dei Savoia si lavora sodo per completare la pavimentazione Operai anche attorno alla fontana del Castellamonte ma quando si entra nella Sala di Diana manca il fiato: i grandi dipinti delle principesse a cavallo sono tornati al loro posto, come le scene di caccia di Jan Miel Nel piazzale di fronte alla Reggia si lavora alacremente, manca ancora una parte della pavimentazione. Varcato lingresso, ferve lopera intorno alla fontana seicentesca del Castellamonte, di cui è stata ritrovata una parte. Intorno al reperto antico, si stanno completando con qualche affanno la spianata di pietre di Luserna e il cerchio che la chiude con un centinaio di ugelli per la fuoriuscita dellacqua illuminata da faretti multicolor. Via vai di persone nel giardino, lungo l"allea" che porta alla Mandria lacqua scintilla di nuovo nel rivo che la divide a metà. Le opere dellartista Giuseppe Penone, grossi alberi e lastre di marmo e pietra nella parte bassa del giardino, ci sono ormai tutte, anche se necessitano ancora di ritocchi. Certo, i cantieri sono ancora in corso. Ma quando entri nella Sala di Diana, allinterno della Reggia, manca il fiato e lemozione è molta. I grandi dipinti delle principesse a cavallo sono tornati al loro posto nella parte alta (allappello ne mancano tre su dieci e chissà se un giorno salteranno fuori), al livello inferiore le dieci scene di caccia del fiammingo Jan Miel ci sono tutte. Conto alla rovescia per la stupefacente ex residenza di caccia di Casa Savoia, che fra una settimana riaprirà i battenti. Daccordo, i giardini già erano visitabili, ma qui è tuttaltra cosa. Da sabato prossimo (venerdì linaugurazione alla presenza del ministro Rutelli, di Walter Veltroni, ministro quando, nel 96, si decise per il restauro, e di Piero Fassino, che accompagnò Veltroni, una sera di dieci anni fa, a vedere il capolavoro perduto) si entrerà nel "sancta santorum", per ammirare gli stucchi e gli affreschi recuperati, le pareti di nuovo con i colori originali, le statue tornate al loro posto, le prospettive riguadagnate. Alberto Vanelli, responsabile della Reggia, quasi un padrone di casa, accompagna in visita un gruppo di giornalisti e addetti ai lavori. Con lui i soprintendenti Carla Enrica Spantigati e Francesco Pernice e il presidente del Castello di Rivoli Cesare Annibaldi, coinvolto nelle operazioni per la riapertura. E nellorganizzazione della mostra «La Reggia di Venaria e i Savoia». Arte, magnificenza e storia di una corte europea, che si vedrà da sabato 13 («Ha dimensioni più grandi di Versailles» ricorda Vanelli). Tra i presenti lo scrittore di fantascienza Bruce Sterling, arrivato dal Texas a Torino, ospite del futuro Share Festival e innamorato del Piemonte. Qui, tra Torino e Venaria, ambienterà il prossimo libro. «Nella Sala di Diana si è compiuta la stessa operazione della chiesa di SantUberto, ricollocare le tele originali spiega Carlaenrica Spantigati . Ma mentre sapevamo esattamente dove si trovavano i dipinti di Miel, inglobati dal 1935 nel Museo di Palazzo Madama, non era chiaro dove fossero le altre. Cinque di queste sono saltate fuori avvolte in rulli dai depositi del Castello di Racconigi, dove stavano dal 1925. Due sono partite nel 1875 per il Quirinale, ma per ora se ne sono perse le tracce». La visita continua, si attraversa la Sala detta del "Fagioli" (per le curiose forme degli stucchi), si ammirano i dipinti già affissi (tra questi un Van Dyck e un Guido Reni) per la mostra sui Savoia. Si entra nella perfetta Galleria di Diana, nella rotonda alfieriana sono di nuovo sui piedistalli le statue ora restaurate delle "Quattro Stagioni" che stavano fino a poche settimane fa (ce le avevano portate in era napoleonica) nei giardini di Palazzo Reale. Si approda a SantUberto, magnifica. «Non verrà utilizzata per le cerimonie religiose, così ha chiesto il cardinale Poletto per non turbare gli equilibri delle altre chiese dellarea, ma non è sconsacrata» spiega Vanelli. Il soprintendente Pernice addita le quattro tele di nuovo sugli altari laterali (erano nel Palazzo del Rettorato di via Po, sono di Sebastiano Ricci, Sebastiano Conca e Francesco Trevisani), aggiunge una nota tecnica, da "ingegnere": «Ho fatto applicare dei cavi metallici sotto i cornicioni in alto, chi farà lavori di manutenzione potrà attaccarsi lì con delle imbragature, un bel risparmio rispetto ai ponteggi». E poi la volta delle Scuderie e Citroniere di Juvarra, spazi smisurati ancora in corso di restauro (»vi faremo grandi mostre, nelle ex Serre si vuole ricreare un Giardino dInverno, ci sta aiutando larchitetto Paolo Pejrone» dice Vanelli) che saranno pronte nel 2008. E del Centro di Restauro, dove si recuperano nei laboratori antichi dipinti, ma anche i Piffetti e i Prinotto che erano stati rubati a Stupinigi. La visita si conclude sul piazzale di fronte alla Reggia, qualche sospiro da parte di Vanelli: «Speriamo di arrivare in tempo, cè ancora da fare». Stona proprio di fronte al cancello una casa assai mal ridotta, intonaci staccati e muri sbrecciati: «La abitano alcune famiglie di pensionati, abbiamo proposto loro di comprarla e recuperarla, ma non ne vogliono sapere - racconta Vanelli -. Sanno che i prezzi potranno ancora salire, si tengono stretti i loro appartamenti. Certo hanno ragione, ma in questo stato bella non è».
PIEMONTE - Nel cantiere della Reggia a sei giorni dallapertura
Il testo è un articolo di giornale che descrive le opere di restauro in corso presso la Reggia di Venaria, una residenza estiva dei Savoia in Piemonte. L'articolo descrive i progressi dei lavori, che includono la ricollocazione delle tele originali, la restaurazione degli stucchi e degli affreschi, e la ripristino delle prospettive. L'articolo cita anche il responsabile della Reggia, Alberto Vanelli, che accompagna i giornalisti nella visita e spiega i dettagli dei lavori. L'articolo conclude con una descrizione della Sala di Diana, dove i grandi dipinti delle principesse a cavallo sono tornati al loro posto, e della casa mal ridotta che si trova sul piazzale di fronte alla Reggia.
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