Un bunker a due piani nel cortile della Pigna venti metri sottoterra Fondato da Niccolò V nel 1451 venne ufficializzato da Sisto IV nel 1475 La Biblioteca Apostolica Vaticana ha 556 anni, essendo stata fondata nel 1451 da Niccolò V per essere poi "ufficializzata" da Sisto IV nel 1475. Un grandioso ambiente, sviluppatosi dalloriginaria sede al pian terreno del suo palazzo con ingresso sul cortile del Pappagallo e a fronte del cortile del Belvedere. Quindi arrivò il nuovo edificio nel cortile del Belvedere, dal famoso salone di Sisto V alle appendici costruite sotto Pio IV, dalle due sale Paoline dovute a Paolo V alla Sala Clementina di Clemente XII, suddivisa in cinque sezioni da Pio VI. Una lunga suite di ambienti, come una holding di varie biblioteche date in donazione, un patrimonio inestimabile per ricercatori e studiosi, che possono trovare materiale di straordinario interesse storico, religioso, scientifico tra 75.000 volumi manoscritti e 70.000 archivistici, 100.000 autografi, 82.000 incunaboli, 1 milione di libri stampati, 100.000 carte geografiche e incisioni. Per il momento un patrimonio non consultabile, perché lintera Biblioteca è chiusa per restauri. E lInferno? Esiste nella Biblioteca Apostolica una sezione riservata a libri libertini o addirittura pornografici, illustrati o meno, simile allEnfer della Bibliothèque Nationale di Parigi? Nessuno ha mai dato unadeguata risposta allintrigante domanda, nonostante le numerose illazioni al riguardo. Così, secondo il marchese de Sade, qui si troverebbero i disegni "osceni" di Giulio Romano incisi da Marcantonio Raimondi per i sonetti lussuriosi dellAretino. E poco credibile, senza contare che in realtà sono allAlbertina di Vienna, sempre che non siano delle copie. E certo seducente lidea che questa Biblioteca abbia nel suo più intimo segreto un "sottofondo" erotico, ma è anche difficile pensare che non sia andato perduto o distrutto in certi morigerati periodi della storia del Vaticano. Altrimenti possiamo immaginarli nascosti in quel sotterraneo deposito di manoscritti, il bunker in cemento armato di 700 metri quadri ricavato sotto al cortile della Biblioteca, inaugurato nel 1985, e alimentare così le ricerche di certi inguaribili maniaci di Lectures priapiques. Ufficialmente di segreto il Vaticano ha solo il suo Archivio, che Paolo V distaccò dalla Biblioteca nel 1614 come organismo a sé, raccogliendovi bolle e registri di congregazioni, concili e nunziature, e che si è accresciuto enormemente come un organismo vivente del Vaticano. E stato reso accessibile fino al pontificato di Benedetto XV, terminato nel 1922, ma solo agli studiosi che "adducano a pretesto un lavoro erudito in corso". Senza contare che per servirsi del materiale che si vuole consultare bisogna avere delle doti da archivista. E tutto anche qui è andato a confluire in un bunker a due piani nel cortile della Pigna, a venti metri di profondità e con un sistema di scaffalature capaci di conservare fino a 54 chilometri di documenti. Daltronde a monte cè la considerazione fatta da Leone XIII che questo archivio «serve prima di tutto e principalmente al romano pontefice e alla sua Curia, ossia alla Santa Sede». Giusto. Se no che segreto è!