"Questo è il mezzo più moderno, le metropolitane sono storia del passato". Altri: ora basta con le polemiche Da Gentile (industriali) a Godoli a Bertini: fatela «E oggi il mezzo più moderno per spostarsi in città, le metropolitane appartengono ormai al passato, alla storia dei trasporti». Il modernista è Antonio Godoli, architetto degli Uffizi, direttore di Orsanmichele, funzionario al ministero per i beni culturali. Apre il fronte di sì alla tramvia. Insieme a donne e uomini di scienza, professionisti, esperti darte apprezzati a livello internazionale, industriali. Chi è entusiasta del mezzo, chi, comunque, delle decisioni prese. GODOLI appartiene alla razza uomo di cultura-dunque polveroso secondo il facile immaginario. Invece eccolo che nonostante le polemiche non si scandalizza se ogni tre minuti transiterà da via Cerretani a via Martelli, passando dietro al Battistero in unarea a quel punto proibita a qualsiasi motore, il famigerato tram lungo 32 metri: pari appena a due bus e mezzo, fa notare, di quelli che adesso passano al ritmo di uno al minuto per ogni lato, 2.100 al giorno. «Credo che i pareri ostili e tra questi tanti autorevoli cittadini o miei cari amici - riflette - derivino solo da cattiva o malguidata conoscenza». Vogliono il metrò. «Ma perché fare scendere le persone sottoterra al buio e poi farle risalire quando, liberate le strade dai mezzi privati, avremo tutto lo spazio per farvi transitare i mezzi pubblici?. Scavare andava bene nella New York di un secolo e mezzo fa, non ora», replica Godoli e conclude: «Con la tramvia torneremo a avere un centro storico a misura duomo e non sarà certo per qualche carrozza che scivolerà silenziosa pure accanto al Duomo che perderemo limmagine bella di Firenze. Sono ben altre le cause che minacciano la sua bellezza, per esempio i bus che impediscono di conservare il lastrico nelle strade ». Che si tratti di un equivoco è convinto larchitetto e storico dellarchitettura contemporanea, Gianni Pettena: «Chi critica la tramvia forse non va in giro per lEuropa, oppure è legato al pregiudizio che larte sia solo quella di Firenze. Le moderne tramvie circolano nelle città dEuropa a fianco dei monumenti tedeschi, alla cattedrale gotica di Orleans, alla Giralda di Siviglia, al Duomo di Brema, solo per fare qualche esempio. Così silenziosa che quasi ti investe. Protestare perché passerà per pochi metri vicino al Duomo è ridicolo, soprattutto partendo dal caos di traffico attuale. Il tram è il mezzo più ecologico e è molto meno brutto dei bus. Chi cavalca la protesta lo fa solo per cogliere unoccasione di visibilità». «Purchè si faccia e presto», invoca Ivano Bertini, responsabile del Cerm, il Centro di risonanze magnetiche delluniversità. «Non credo che la tramvia si possa fare, credo che la si debba fare - dice - A due passi dal Duomo? Al posto dei bus, sarà solo un guadagno. Io sono pragmatico: adesso facciamo il tram, se poi ci sarà bisogno della metropolitana si potrà pensarci, ma proporla adesso come alternativa è irrazionale. Credo che la diffidenza sia alimentata solo dai ritardi». Fare quello che si è deciso. Convince anche i non entusiasti del tram. Per esempio lex direttrice degli Uffizi, e oggi consulente di vari musei nel mondo, Anna Maria Petrioli Tofani: «Forse ci sono soluzioni migliori, non so. Ma ci si doveva pensare prima, chi protesta lo doveva fare subito, non adesso. Lesperienza della loggia di Isozaki mi ha insegnato quanto sia strumentale e dannoso intervenire a cose decise». Dello steso parere il presidente di Confindustria fiorentina, Giovanni Gentile. «Lho sempre detto, quello che è avviato non si ferma». Eppure la moglie Nicoletta ha firmato la petizione anti tram allUnesco. «Cè libertà in famiglia», sorride Gentile. «Io mi domando solo: come mai nessuno di quanti protestano ha detto niente fino a adesso sul traffico insopportabile che rovina le porte del Battistero? - continua - Cominciamo dunque con il dire che questa situazione è in assoluto la peggiore di tutte e che la tramvia è comunque un progetto innovativo, purchè davvero gli si levi dintorno il traffico privato e la si inserisca in un sistema intermodale». (i.c.)