LA POLEMICA Lassessore alle Culture, Laforgia apre allipotesi che il museo possa trovare ospitalità in via Amendola Si pensa ad ampliare lofferta di eventi in tutta la città La Pinacoteca provinciale trasloca dalla storica sede del lungomare allex Ippai in via Amendola? Bene, dicono Nicola Laforgia, assessore comunale alle Culture, e Martino Bonomo, presidente regionale del Fai, istituzione impegnata nella difesa del patrimonio culturale. Ma se la risposta è concorde, ben diversi, anzi totalmente opposti, sono i ragionamenti a monte. Quasi che Laforgia e Bonomo vivano in due città differenti, anziché entrambi a Bari. Per lassessore alle Culture, è importante innanzitutto che si mettano in moto iniziative destinate a migliorare lofferta culturale. «Cè solo da essere felici - spiega - quando si pensa a realizzare spazi più grandi e con migliori prospettive; è lennesima dimostrazione di quanto questa città sia in movimento su un fronte tanto importante che vede impegnati tutti gli Enti locali». In questottica, per lassessore, non ha rilevanza la scelta, decentrata rispetto allattuale, della sede per la Pinacoteca. «Bari è una città che vive di nove circoscrizioni; non esiste un centro da privilegiare; limportante è invece che le cose siano fatte al meglio. E mi sembra che lex Ippai rappresenti una soluzione interessante, soprattutto se poi, oltre ad offrire gli spazi necessari, viene ristrutturata nella maniera migliore. Credo, in definitiva, che ampliare lofferta con sedi più congrue e localizzarle laddove ci sono le possibilità, sia fare la cosa giusta». Laforgia sposa dunque la tesi espressa dallurbanista Dino Borri riguardo a Bari-città metropolitana, ma spera anche in unutilizzazione importante dellattuale sede della Pinacoteca, nel monumentale palazzo della Provincia sul lungomare. «Sono certo che i vertici dellEnte penseranno a una destinazione prestigiosa di quello spazio: il Comune è disponibile a discuterne e ragionare insieme». Di tuttaltro parere è Martino Bonomo, pur salutando positivamente liniziativa dellamministrazione provinciale perché "è sempre meglio occupare spazi dedicandoli alla cultura, anziché lasciarli vuoti, a morire". Il presidente regionale del Fai va giù duro: «Da cittadino barese, dico che qualsiasi cosa si faccia in una città completamente immobile dove si regredisce anziché andare avanti, è di certo un fatto positivo. Poi, che liniziativa sia buona o meno buona di quanto potrebbe essere, è un altro discorso Limportante è che si faccia presto, che non si debbano aspettare anni per vedere la nuova Pinacoteca». È indignato Martino Bonomo: «Viviamo in una città dove non si fa niente, dove limmobilismo regna sovrano. Si parla tanto di candidature e di cose che alla gente poco o niente interessano. Ma per i baresi cosa si fa realmente, a parte far pagare loro pagare le tasse?». Decisamente sulla necessità di migliorare la fruibilità della cultura punta la gallerista Marilena Bonomo. «Non è tanto la collocazione ad interessarmi, quanto il fatto che la nuova, prestigiosa Pinacoteca debba poter funzionare al meglio, disponendo anche di un ottimo staff organizzativo». Quanto alla sede sul lungomare, la gallerista spera possa essere destinata ad ospitare collezioni di arte contemporanee e mostre temporanee.