Battuto al Senato sul condono edilizio per iniziativa della sua maggioranza, che ha poi rinviato dal 28 febbraio al 31 maggio il termine per aderire al concordato, il Governo dovrà ricorrere alla fiducia sul provvedimento principale della manovra 2004 per ricomporre il testo ormai stravolto. Dopo un'altra giornata di contrasti e incidenti sui temi più importanti, il confronto si sposta dalla commissione Bilancio all'assemblea. Tutto dunque si giocherà sulla base di incontri e vertici tra maggioranza ed Esecutivo mentre l'opposizione, serafica, assiste esibendo disponibilità al dialogo. La giornata, subito confusa, è terminata sull'onda di una nuova bocciatura dell'Esecutivo. Un emendamento di Giuseppe Specchia, An, cui Governo e relatore si erano detti invano contrari, ha stabilito che il limite dei 750 metri cubi "sanabili" non si riferisce alla «singola richiesta di titolo abitativo in sanatoria», ma all'intero immobile. Un approccio che riduce la portata del condono e che il Governo non ha gradito. Quindi, il rinvio del concordato, ad opera di Maurizio Eufemi, Udc e di Roberto Salerno, An. Le sorprese notturne hanno posto la parola fine al tentativo di condurre in porto l'esame del decreto in commissione. Aggiungendo nuovi argomenti ai molti da affidare alla drastica soluzione del voto di fiducia. In giornata. era morto prima di nascere il silenzio-assenso di 60 giorni trascorsi i quali, in mancanza di risposta delle soprintendenze, gli immobili (e mobili?) pubblici di interesse culturale possono essere venduti. Il silenzio-assenso, previsto da un emendamento del relatore Ivo Tarolli, Udc, in realtà di iniziativa dell'Economia ma disconosciuto dal ministero, è stato eliminato da un subemendamento dell'opposizione (Enrico Mo-rando, ds e Sauro Turroni, Verdi) votato anche dalla Lega. A questo punto è stata respinta l'intera proposta di Tarolli che, altrimenti, sarebbe "passata" nel testo dell'opposizione ma, a quanto pare, gradito al ministero dei Beni culturali, che avrebbe visto accrescere i suoi poteri. «Governo battuto!», ha esultato la sinistra. «No», ha replicato il sottosegretario Maria Teresa Armosino: «Mi ero rimessa alla commissione, eppoi è stato ripristinato il testo originario che io difendo». La questione sarà ripresa in Aula. E ancora l'Aula sedute sul decreto sono previste da oggi dovrà risolvere la questione della vigilanza della Banca d'Italia (chiesta, a dispetto del Governo, sempre da Eufemi e da Salerno), sulla Cassa depositi e prestiti trasformata in Spa. Eufemi e Salerno chiedono due distinte Casse e che quella che configurerà un ente creditizio sia assoggettata alla vigilanza della banca centrale. C'è anche un emendamento soppressivo di Luigi Grillo, Forza Italia. «Difendo il testo del decreto ha detto la Armosino che reca la firma del presidente del Consiglio e di 11 ministri!». Ma il Governo era stato battuto anche su un altro emendamento di Eufemi, che consente agli artigiani di avvalersi per 90 giorni di parenti entro il 3 grado come collaboratori occasionali. A favore, oltre all'Udc, anche Lega e An. Tra le molte questioni aperte, lavoratori esposti all'amianto, rimpatrio dei ricercatori, videogiochi, immobili della Difesa, ecc. A complicare il quadro, la Finanziaria, il cui esame in commissione Bilancio dovrebbe cominciare oggi. 2.500 gli emendamenti che la riguardano.
Decretone, si riparte da zero. O quasi.
Il Governo è stato battuto al Senato sulla manovra 2004, in particolare sul condono edilizio. La maggioranza ha rinviato il termine per aderire al concordato fino al 31 maggio. Il Governo dovrà ricorrere alla fiducia sul provvedimento principale per ricomporre il testo ormai stravolto. La questione sarà ripresa in Aula. Il Governo è stato anche battuto su un emendamento che stabilisce che il limite dei 750 metri cubi "sanabili" non si riferisce alla singola richiesta di titolo abitativo in sanatoria, ma all'intero immobile. Il rinvio del concordato è stato approvato da Maurizio Eufemi, Udc, e Roberto Salerno, An.
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