Palaia. Dal 2011 darà lavoro a 500 persone -------------------------------------------------------------------------------- È un altro fazzoletto di Toscana che non è più dei toscani la tenuta di Villa Saletta: parlano inglese i suoi seicento ettari di colline (di cui venti coltivati a vite e per il resto oliveti a distesa, con 2.500 piante), il borgo di origini millenarie e i venticinque casolari sparsi che si incontrano imboccando, sulla sinistra della strada per Volterra, la provinciale per Palaia. La proprietà, per intero, è di quattro trust di imprese britanniche riunite, per reggere il peso dell'acquisto e gli oltre duecento milioni di euro previsti per la ristrutturazione, da Douglas Platt, manager newyorkese esperto di mercato immobiliare, che scoprì Villa Saletta durante un giro fra le campagne pisane con la moglie italiana Barbara e che oggi guida le tre società di scopo in cui la tenuta è stata suddivisa. Fattoria Villa Saletta, Hotel Borgo Villa Saletta, Frantoio Villa Saletta: sono le denominazioni delle tre società. Vino e olio prodotti nella tenuta, con una quindicina di addetti allo stato attuale, vengono già smerciati via internet in tutto il vecchio continente e fino alla Grande Mela. Ma in tasca, anzi in dirittura d'arrivo, il cartello di imprese british ha un mega progetto: trasformare il borgo (già proprietà, nei secoli scorsi, delle famiglie Riccardi, Medici e Niccolai Gamba Castelli) in un albergo super lusso con 130 camere di sessanta metri quadrati ciascuna, 26 suites, cinque ristoranti, pizzerie, pub, bar e un centro benessere che userà, per i trattamenti, prodotti naturali a base di uva e olive. Completeranno il resort l'accademia del vino e quella della cucina, pensate per piacere a una clientela di alto livello soprattutto britannica, americana e tedesca. «L'hotel - spiega Platt - sarà il più bello della Toscana e tra i più importanti d'Italia, stile Danieli a Venezia e al pari di quelli della catena Four Seasons». Il mega-albergo aprirà i battenti, nei piani, a gennaio 2011. Darà lavoro a cinquecento persone: 250 come dipendenti diretti nella struttura ricettiva (camerieri, inservienti, receptionist, cuochi ecc.), altrettanti indiretti, soprattutto nel settore del catering. Nelle intenzioni della proprietà, saranno assunte preferibilmente «persone della zona ma meglio se sapranno parlare inglese: sarà un titolo di priorità», spiega Platt. Nell'unico palazzo ristrutturato del borgo di Villa Saletta, dove hanno sede gli uffici delle tre società, è tutto un andirivieni di manager in completo grigio e valigetta. Si parla inglese al telefono e nelle sale riunioni. In attesa delle autorizzazioni della Sovrintendenza, sta partendo intanto la ristrutturazione dei tetti delle case del borgo, in mezzo alle quali non troppo tempo fa si sono mosse le macchine da presa dei fratelli Taviani e di Paolo Virzì per girare i primi "Fiorile" e "Good morning Babilonia", "Napoleone" il secondo. E dire che per oltre cinquant'anni, dal dopoguerra fino al Duemila, Villa Saletta è rimasta nel bel mezzo di un empasse, tra passaggi di proprietà e progetti lanciati ma mai arrivati in porto, soprattutto dalla proprietà precedente a quella attuale: anche quella inglese, voleva trasformare la tenuta in un buen retiro per gli amanti del golf.