ROMA Ottobre agitato, a Venezia. Si avvicina il ricambio al vertice della macchina della Biennale con l'imminente scadenza della presidenza di Davide Croff e la prospettiva del rinnovo per tutte le sezioni, soprattutto del cinema. Ed è già aperto il toto-nomina. Ieri «II Riformista», in una nota di Michele Anselmi, assicurava che il ministro per i beni e le attività culturali Francesco Rutelli - a lui compete la nomina del presidente della Fondazione - penserebbe al regista e operatore culturale Giorgio Ferrara come possibile successore di Davide Croff. Impossibile trovare conferme o smentite, Rutelli sta riflettendo sul da farsi in assoluta solitudine. La sua stima per Croff è nota. Ma si scontra con uno scoglio veneziano: l'ostilità alla riconferma da parte di un inedito asse politico centrosinistra-centrodestra formato dal sindaco Massimo Cacciari, vicepresidente di diritto della Biennale, e da Franco Miracco, consigliere di amministrazione in quota regione Veneto, ovvero in nome del governatore (Mancarlo Galan. Da giugno Miracco va ripetendo un concetto: «La Biennale deve rinascere, ritrovare la forza della propria vitalità. Soprattutto la mostra di Arti visive deve ripensarsi perché l'offerta in città sta lievitando: palazzo Grassi e lo spazio di Punta La Dogana, Guggenheim, il raddoppio degli spazi dell'Accademia, le Fondazioni Cini e Querini Stampalia... In un contesto nazionale e internazionale ormai ricchissimo, la Biennale rischia di diventare uno dei tanti enti che vivacchiano. C'è insomma bisogno di aria nuova». Confermava, giorni fa al Corriere della Sera, Cacciari: «La Biennale non può più vivere di rendita sull'eredità del passato ma deve trasformarsi in un centro di produzione culturale permanente aperto dodici mesi l'anno con una forte sinergia interdisciplinare tra i settori. Cosa che oggi non avviene perché ogni direttore agisce come una monade. E non va». Ci sono tutti i presupposti per una grande battaglia veneziana, insomma. E i nomi girano: Giorgio Ferrara, il possibile ritorno di Paolo Baratta, Gianfranco Mossetto... Come finirà?
Biennale, il regista Giorgio Ferrara tra i candidati di Rutelli
La Biennale di Venezia sta per cambiare direzione con la scadenza della presidenza di Davide Croff e la prospettiva del rinnovo per tutte le sezioni, soprattutto del cinema. Il ministro per i beni e le attività culturali Francesco Rutelli sta riflettendo sulla nomina del presidente della Fondazione. La sua stima per Croff è nota, ma si scontra con l'ostilità di un asse politico centrosinistra-centrodestra formato dal sindaco Massimo Cacciari e Franco Miracco, che vuole una rinnovata forza e vitalità per la Biennale. Cacciari sostiene che la Biennale non può più vivere di rendita sull'eredità del passato, ma deve trasformarsi in un centro di produzione culturale permanente.
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