Dall'America arrivano 300 mila euro al Telethon per salvare i nostri siti artistici. Non finanziati dalle tasse dell'Unione Ti svegli la mattina, accendi la televisione. C'è il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, che spiega con orgoglio la sua ultima trovata: Maratonarte. Salvare sette siti del nostro patrimonio artistico grazie a una sorta di Telethon. I cittadini di tutto il mondo sono invitati a partecipare via sms o attraverso un comodo versamento bancario. Rutelli è contento, entusiasta. Gli sembra di aver trovato la quadratura del cerchio: mi finanzio E restauro di qualche opera d'arte e ci faccio un figurone. Frego anche Padoa-Schioppa che mi taglia i fondi senza pietà. Lascio credere che sia tutta colpa sua. Mi faccio fare un casino di fotografie accanto a cantanti e attori. Pensa: ha accettato anche Claudio Baglioni, mitico. E Luca Zingaretti, quello sexy che interpreta Montalbano, ha girato uno spot bellissimo in cui guarda con occhio fecondatore delle ragazzette in Val di Noto. E poi mi invitano a duecento trasmissioni, per qualche giorno invado l'etere col mio sorriso. Tutti mi diranno che sono bravo. Che colpo. In più posso menare il torrone con la solita retorica, che mi viene così bene, quegli idioti di italiani ci cascano sempre: finalmente la gente unita da qualcosa di costruttivo, un modo di collaborare con le istituzioni e di sentirsi una nazione orgogliosa di se stessa, bla bla bla. Rutelli fa sapere subito al pubblico di Unomattina che gli americani (nello specifico l'organizzazione World Monument Founds) hanno già versato 300 mila euro per restaurare la casa d'Augusto al Palatino. E non è tutto. Quest'anno i siti sono stati indicati da lui. Ma dall'anno prossimo saranno sanno scelti dal popolo. Questa sì che è libertà. Spegni, vai a lavorare, torni a casa, accendi la televisione. C'è ancora Rutelli, ospite di Porta a Porta. C'è anche Andrea Bocelli, testimonial di Maratonarte. È tutto un ringraziarsi a vicenda. «Grazie Andrea per averci dato una mano». «No, grazie a Lei ministro che si adopera per l'Italia». «No, Grazie a te Andrea». «No, grazie a Lei ministro». «E grazie anche alla Rai, grazie Bruno Vespa». «No, grazie a Lei ministro». «E grazie a tutti coloro che hanno voluto contribuire». I contribuenti a questo punto forse si sono già pentiti di avere contribuito. Perché questo tripudio, i cori di gioia, i sorrisi e le pacche di spalle nascondono una realtà a dir poco tetra, fatta soprattutto di biblioteche a pezzi e archivi in polvere. Cose che ai politici non interessano perché non garantiscono un immediato ritorno d'immagine, e la cultura purtroppo nel nostro Paese coincide quasi per intero con la propaganda. Ma torniamo a Maratonarte. Possibile che l'Italia, per conservare le proprie opere d'arte, debba ricorrere a questo tipo di finanziamento molto simile all'elemosina? Gli americani ci hanno regalato 300 mila euro: benissimo, ma non ci avranno mica scambiati per vittime di un cataclisma naturale? In Italia la pressione fiscale è asfissiante. È chiedere troppo di destinarne una parte alla tutela del patrimonio artistico? Proprio ieri il ministro ha detto: i finanziamenti privati sono benvenuti ma la responsabilità maggiore, anche in termini economici, rimane a carico dello Stato. A costo di ridursi a chiedere gli spiccioli agli italiani.
Rutelli ringrazia gli USA che ci fanno la carità
Il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, ha lanciato un'operazione di finanziamento per la salvaguardia dei siti artistici italiani, chiamata Maratonarte. L'operazione prevede la raccolta di fondi tramite un Telethon e la partecipazione di artisti e personaggi pubblici. Rutelli è entusiasta della sua iniziativa, che gli sembra di aver trovato la "quadratura del cerchio" tra la promozione della cultura e la ricerca di finanziamenti. Tuttavia, alcuni critici hanno sollevato dubbi sulla legittimità di richiedere fondi privati per la tutela del patrimonio artistico, considerandolo un tipo di elemosina.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo