Sono undici gli edifici storici delle banche che oggi apriranno al pubblico i loro capolavori nascosti in occasione della sesta edizione di «Invito a Palazzo», organizzata dall'Abi. Si tratta di gioielli dell'architettura e dell'arte che di solito non sono accessibili perché sede di lavoro delle banche stesse. Si comincia dall'archivio storico della Banca di Roma, in piazza del Monte di Pietà 33, in cui sono esposti alcuni documenti dei ricchi fondi archivistici dal 1539 al 1880 e una raccolta di fotografie che illustrano la storia del palazzo. Da qui si può passare alla Cappella, gioiello barocco progettato dall'architetto Francesco Peperelli, ricco di marmi policromi, sculture e stucchi. Nella vicina piazza del Gesù apre le porte Palazzo Altieri, progettato da Giovanni Antonio De' Rossi e considerato uno dei più belli della città, con i suoi arredi originali di grande valore storico e artistico. Tra le opere da non perdere, il sontuoso soffitto con «L'apoteosi di Romolo». A via del Corso, ben tre soste. La prima a Palazzo Mancini, con la facciata a bugne lisce disegnata dal Rainaldi e sottolineata da un'imponente balconata. Nelle sale si ammirano fregi settecenteschi con le «Storie di David e Giacobbe», oltre a una singolare serie di vedute romane attribuite a Bartolomeo Pinelli. La seconda tappa, a Palazzo Rondinini, nato attorno al 1750 come simbolo del raffinato collezionismo praticato dai Rondinini sin dalla fine del Cinquecento. L'edificio, sobriamente elegante all'esterno, rivela all'interno tutta la sua singolarità con arredi dell'ultimo rococò che si coniugano con l'esposizione di moltissime opere d'arte della classicità. Infine Palazzo Verospi, la cui costruzione risale al Cinquecento, e le cui decorazioni furono commissionate dalla famiglia Verospi nel Seicento. A via Lata, Palazzo de Carolis: costruito tra il 1714 e il 1728 da Alessandro Specchi, ha le sale del piano nobile coperte da soffitti riccamente intagliati e decorati da pitture a soggetto profano. A via Veneto si passa all'architettura recente, con l'edificio che ospita la direzione generale della Bnl, progettato da Pio Piacentini negli anni Trenta: ospita una quadreria che annovera capolavori come «Giuditta e Oloferne» del Lotto e un «Capriccio» del Canaletto, oltre a dipinti di Corot, Morandi, Severini. A via XX Settembre, Palazzo Dexia Crediop, in stile neorinascimentale, presenta una mostra di pittura paesaggistica. Il giro si chiude al Villino Casati, costruito in stile eclettico nel 1906 da Carlo Pincherle e abitato dalla marchesa Luisa Casati Stampa, una delle donne più mondane del suo tempo.