E' il luogo più antico della Reggia di Venaria, forse il meno noto. Ospitava un palazzo quando lei ancora non c'era. Vi mise mano l'architetto Carlo dì Castellamonte, verso il 1659. Prese quella che le antiche carte di Altessano definivano «fabrica Vechia» e la riplasmò. Ne fece la sentinella della Reggia, il suo presidio d'ingresso. E' Castelvecchio. Affiancato alla «Torre dell'Orologio», introduce alla corte d'onore. A pochi giorni dalla sua inaugurazione, fervono gli ultimi lavori che lo hanno restaurato, per farne «la cabina di regia» che vigilerà sul pubblico e lo orienterà nella visita. Sarà sede dei servizi, offrirà un accesso ai giardini e una sezione didattica con video che racconteranno la storia della Reggia. Le opere, incominciate nel 1999, hanno recuperato un edificio più volte ritoccato. In origine si articolava intorno a una corte chiusa, caratterizzata da un loggiato che la percorreva su tre lati, con portale sormontato da un cervo in bronzo. Al centro del corpo interno, dirimpetto all'ingresso, si ergeva una torre con orologio. Le sale erano ricche d' arredi e quadri con cornici dorate. E' un assetto che nel 1699 è rimodellato da Michelangelo Garove. Decide d'aprire la corte d'onore verso la città e abbatte la barriera posta da Castellamonte fra borgo e palazzo. Nel 1739 Benedetto Alfieri ritocca l'ingresso: demolisce la manica secentesca con la torre dell'orologio, che ricostruisce sull'attuale portale. Chiude anche i loggiati rivolti verso la corte, mentre ricavano nuove sale al piano superiore. Nel Settecento, alcuni spazi sono adibiti a servizi. Ospitano la pasticceria e la spezieria. Gli appartamenti più ampi sono destinati a personaggi della corte e in seguito ai comandanti del presidio militare che dall'epoca napoleonica s'insedia nella Reggia. «Fu questo un periodo di decadenza» ricorda il Soprintendente Francesco Pernice. «Castelvecchio patì gravi danni. Nell'Ottocento fu demolito lo scalone che scendeva nei giardini, creando dissesti alla stabilità dell'immobile». A salvarlo furono opere di consolidamento avviate dall'architetto Giorgio Fea, negli scorsi Anni Ottanta. Cerchiò le strutture finché nel 1995 ricostruì il tetto, in attesa del resto dei lavori, incominciati nel 1999 e conclusi in questi giorni. «Abbiamo ripristinato il portico del Seicento - spiega Pernice - rimuovendo le tamponature. Si riapre così verso la città, appena mediato da una cancellata, che unirà i portici con il resto della dimora». Sulla facciata sono stati ripristinati gli apparati decorativi ritrovati. Al primo piano sono ricomparse due antiche meridiane. Mentre al di sopra della scala che conduce di nuovo ai giardini è affiorato un affresco che ritrae la dea Diana. Nei locali sono stati installati una nursery, un book-shop, la sala di regia della residenza. Il piano terra accoglie anche il grandioso plastico della dimora, realizzato con 15 mila ore di lavoro dal modellista Cario Costantini. «Diventerà teatro di un impianto dì luci e suoni» annuncia Pernice. «Riflettori illumineranno a comando i vari ambienti della reggia, mentre una colonna sonora la descriverà al pubblico in attesa di visitarla».
Venaira. La sentinella della Reggia
Il Castelvecchio è un edificio della Reggia di Venaria, forse il meno noto, costruito nel 1659 dall'architetto Carlo dì Castellamonte. Era la sentinella della Reggia e il presidio d'ingresso. Nel 1999, gli ultimi lavori di consolidamento e restaurazione sono stati completati, recuperando un edificio più volte ritoccato. L'edificio originale si articolava intorno a una corte chiusa con un loggiato e una torre con orologio. Nel 1699, Michelangelo Garove lo ritocca, aprendendo la corte d'onore verso la città e demolendo la barriera posta da Castellamonte.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo