Nola. È stato liberato dalle erbacce e dalle acque sporche e domenica, dopo una pausa durata oltre quattro mesi, riaprirà al pubblico. Per il villaggio della preistoria di via Polveriera riprende una stagione turistica bruscamente interrotta dalle condizioni di degrado in cui ha versato il sito. Con l'acqua di falda che aveva praticamente inondato i calchi delle capanne di quattromila anni fa ed il fitto fogliame ad ostruire la visuale dei preziosi reperti, non si sarebbe certo mostrata, ai tanti appassionati che accorrono in città, la faccia migliore di un sito che gli esperti internazionali hanno definito «la Pompei della preistoria». Restituiti dignità e decoro al complesso archeologico si torna, quindi, a metterlo in vetrina, tra la soddisfazione di tutti quelli che hanno collaborato per ripulirlo ed asciugarlo. Al lavoro, per oltre due settimane, sono stati gli operatori incaricati dalla Soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta, quelli inviati dall'assessorato all'ambiente del comune di Nola ed i volontari dell'associazione Meridies che curano anche la visite guidate al sito. Decisivo anche l'intervento della Gori, la società che si occupa della gestione del servizio idrico, che ha, infatti, provveduto ad installare un sistema di idrovore che hanno riportato il livello dell'acqua, proveniente dalla falda sotterranea, sotto la soglia ritenuta pericolosa per la staticità delle capanne. «Siamo contenti di poter di nuovo dare la possibilità ai turisti e agli studiosi - ha sottolineato Angelo Amato de Serpis, presidente dei volontari di Meridies - di visitare l'area archeologica del Villaggio Preistorico di Nola. Durante la chiusura del sito abbiamo scelto di non disattendere le richieste dei tanti turisti stranieri interessati al complesso». Si riparte, dunque, con la consapevolezza che, nonostante i problemi, le capanne costituiranno ancora la meta selezionata da numerosi visitatori. D'altronde i numeri invitano all'ottimismo: in soli dieci mesi sono state registrate oltre dodicimila presenze. Un numero consistente se si considera che la promozione del complesso è ancora affidata al tamtam dei volontari ed al passaparola di chi ha visto con i propri occhi l'eccezionale ritrovamento. «Se le istituzioni ci daranno una mano - anticipa ancora Angelo Amato - siamo pronti a migliorare l'offerta turistica ed a collaborare con la soprintendenza per rendere il villaggio più fruibile sotto il profilo didattico». Si pensa alla realizzazione di una recinzione costituita da panelli didattici ed alla simulazione di scavi archeologici per gli studenti. Tutto in ogni caso dipenderà anche dalla disponibilità dell'amministrazione comunale alla quale l'associazione lancia un appello. «Noi speriamo che, come avvenuto con l'assessorato alle aree archeologiche della Provincia di Napoli, che si è impegnato a darci una mano nella opera di tutela e fruizione del sito, anche il comune di Nola faccia la propria parte, perché il Villaggio Preistorico di Nola è innanzitutto un patrimonio della città, oltre che di tutta l'umanità» conclude Angelo Amato. Mobilitazione, dunque, è la parola d'ordine per la salvaguardia e la tutela di una struttura mentre si continua ad attendere lo stanziamento dei fondi necessari alla realizzazione del parco archeologico, che, oltre Nola, comprende anche San Paolo Belsito. Il progetto disegnato dalla soprintendenza, d'altra parte, è alquanto ambizioso e mira a trasformare le aree in questione nel complesso più importante del Meridione d'Italia.
NOLA. villaggio della preistoria di via Polveriera: Il sito è stato liberato dalle erbacce e dalle acque sporche che l'avevano inondato
Il Villaggio Preistorico di Nola, un sito archeologico della preistoria, è stato chiuso per oltre quattro mesi a causa delle condizioni di degrado in cui era caduto. Domenica, dopo la pulizia e l'asciugatura, il sito è stato riaperto al pubblico. La Soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta, l'assessorato all'ambiente del comune di Nola e l'associazione Meridies hanno lavorato insieme per ripulire il sito. La Gori, una società che si occupa della gestione del servizio idrico, ha installato un sistema di idrovore per riportare il livello dell'acqua sotto la soglia ritenuta pericolosa.
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