A Natale il codice per le alienazioni: nullaosta per le caserme Il ministro dei beni culturali Giuliano Urbani ha negato l'ipotesi di vendita del patrimonio di beni pubblici d'interesse storico artistico. «Quell'emendamento a nome del governo posso dire che è come se non fosse mai stato presentato». Il riferimento è all'emendamento al decretone fiscale per introdurre il meccanismo del silenzio-assenso delle soprintendenze per la vendita dei beni patrimoniali dello stato, presentato dalla parlamentare dell'Udc Ivo Tarolli. «Non c'è pericolo di svendere per decorrenza dei termini», ha aggiunto Urbani precisando che «non sarà venduto nessun museo o palazzo artisticamente rilevante. Anche se con la catalogazione siamo indietro di 60 anni non ci sono dubbi che tutto ciò che ha valore storico artistico possa essere ceduto solo a certe condizioni che possono essere decise soltanto dalle soprintendenze, dalla nostra amministrazione, da noi del ministero. Non volevo quell'emen-damento che crea complicanze grottesche e mi sembra velleitario». Intanto, il ministro ha annunciato che entro Natale sarà pronto il codice unico dei beni culturali. Attualmente è all'esame della Conferenza stato-regioni e delle competenti commissioni di camera e senato. Poi sarà sottoposto alla valutazone del ministero sulla base dei pareri forniti. Urbani ha aggiunto che nell'edizione finale potranno esserci aggiustamenti. Il codice disciplinerà le alienazioni, i prestiti, gli scambi internazionali: poche leggi chiarissime, facili da capire e da applicare. Parlando delle risorse economiche da destinare ai beni culturali, Urbani ha assicurato che «non saranno chieste ai cittadini», ha affermato, «Quelle pubbliche sono leggermente calate, è vero, e non ci fa piacere, anzi ci preoccupa. Con la legge finanziaria dell'anno scorso, però, eravamo stati previdenti e lungimiranti, prevedendo che a cavallo degli anni 2003-2004 si potesse dispor re di nuove e ingenti risorse economiche come mai in precedenza nella storia dei beni culturali; risorse provenienti da quel famoso 3 che si preleva non dalle tasche dei cittadini, ma dagli investitori nelle infrastnitture. A Natale aumenteranno le risorse eco-nomiche da destinare al patrimonio». Riguardo le vendite dei beni culturali, il ministro Urbani ha precisato che «nessuna alienazione riguarderà beni mobili, quadri o altri preziosi oggetti d'arte». Secondo quanto ha spiegato il ministro, «i beni immobili del demanio, si dividono in due categorie: quelli che possono essere venduti perché non hanno nessun valore storico-artistico, come ad esempio le caserme, e quelli che hanno valore artistico, a loro volta divisi in due gruppi, quelli non alienabili in nessun caso e quelli cedibili, ma solo a certe condizioni». Urbani ha precisato che al primo gruppo appartengono i beni che devono restare proprietà dello stato, come il Colosseo o la fontana di Trevi e che saranno catalogati per la prima volta dalle soprintenen-ze; al secondo gruppo appartengono i beni che hanno qualche significato artistico e che possono essere mantenuti dai privati anche meglio che dallo stato, edifici di settanta, ottanta anni fa che potranno essere venduti con precisi vincoli. «No», ha sostenuto, «alla trasformazione in discoteche o rivendite commerciali, sì a trasformarli in uffici o sedi bancarie». Nel frattempo, sono stati avviati i cantieri di restauro di Villa Chigi che riporteranno agli antichi splendori lo storico sito sulla via Salaria. I lavori, per i quali sono stati investiti circa 2 milioni di euro, si concluderanno a settembre del 2004. Il recupero di Villa Chigi si inserisce nel quadro dell'opera di riqualificazione delle ville storiche di Roma promosso dall'assessorato all'ambiente.
Urbani, non svendo i beni culturali
Il ministro dei beni culturali Giuliano Urbani ha negato l'ipotesi di vendita del patrimonio di beni pubblici d'interesse storico artistico. Ha anche annunciato che entro Natale sarà pronto il codice unico dei beni culturali, che disciplinerà le alienazioni, i prestiti e gli scambi internazionali. Il codice non prevede la vendita di beni mobili o preziosi oggetti d'arte, ma solo di beni immobili che non hanno valore storico-artistico. I beni immobili del demanio possono essere venduti se non hanno valore artistico, ma solo a certe condizioni. Il ministro ha anche annunciato che sono stati avviati i cantieri di restauro di Villa Chigi, che si concluderanno a settembre del 2004.
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