Il sindaco: "Non commento" "La Provincia ne discuta con la città" -------------------------------------------------------------------------------- Approvazione incondizionata, qualche riserva e una proposta ma anche un silenzio assordante. Diverse le opinioni sulla nuova sede della Pinacoteca provinciale. Iniziamo dal silenzio assordante, quello del sindaco di Bari. «Preferisco non commentare» dice lapidario Michele Emiliano. Ruggero Martines, direttore regionale dei Beni culturali, esprime qualche perplessità e lancia una proposta. «Il presidente Divella ha sempre attuato una tecnica dascolto, interpellando la città, come per Santa Scolastica: sono certo vorrà farlo anche per quanto riguarda la localizzazione della Pinacoteca. Mi sembra importante ascoltare i baresi, in unottica di assetto urbano, di rapporti con i cittadini e quindi di servizi offerti ai cittadini. Ritengo necessario un confronto e sono sicuro che il presidente Divella non si sottrarrà». Quanto al ruolo di stretta competenza come direttore regionale dei Beni culturali, Martines si limiterà a verificare che nella nuova Pinacoteca, come dovunque, siano rispettate le condizioni di conservazione stabilite dalle direttive ministeriali sui musei, come microclima e illuminotecnica. Sorride lidea della nuova sede a Dino Borri. «Approvazione incondizionata», precisa lurbanista del Politecnico. E aggiunge: «Perché non rispolverare il progetto di museo commissionato dallallora presidente della Provincia Franco Sorrentino a Gae Aulenti per Villa Capriati, che poi costituisce un tuttuno con lex Ippai? Era un bel progetto, non proprio esecutivo ma quasi; quindi farlo passare a livello dappalto non sarebbe complicato e al contempo si darebbe una "firma dautore" a una città che in questo senso è carente». Quanto al decentramento, Borri ritiene sia un falso problema. «Bari - spiega - è una città metropolitana che si allarga nel raggio di quaranta chilometri». Il problema reale, secondo lurbanista, semmai potrebbe essere un altro: cosa mettere dentro la nuova Pinacoteca. «Purtroppo - sottolinea Borri - Bari non è stata molto attenta allarte nella sua storia recente e quindi le sue collezioni sono modeste. Secondo me, si rischia di avere un contenitore importante e poco materiale da mettere allinterno. In questo senso, sarebbe bello che la Provincia avviasse una sorta di operazione di acquisizione di opere darte. Del resto, cè una legge, sistematicamente ignorata, in base alla quale il 2 per cento dellimporto degli appalti di opere pubbliche deve essere riservata proprio allacquisto di opere darte». (t. tum.)
BARI - polemica sulla localizzazione della Pinacoteca
Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, non ha commentato la decisione di trasferire la Pinacoteca provinciale. Il direttore regionale dei Beni culturali, Ruggero Martines, ha espresso alcune riserve e ha proposto di discutere la questione con la città. Il presidente della Provincia, Divella, ha affermato di voler ascoltare i cittadini e di voler discutere la questione con il sindaco. Il politico lurbanista Dino Borri ha approvato la decisione e ha suggerito di rispolverare un progetto di museo commissionato da Franco Sorrentino a Gae Aulenti. Borri ha anche sottolineato che il problema reale non è il decentramento, ma piuttosto la mancanza di opere d'arte nella città.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo