Iniziativa del primo Municipio. Il sito archeologico sarà visitabile gratuitamente martedì, giovedì e sabato mattina Dal 20 ottobre il colle di Testaccio riapre a visite e passeggiate Lobefaro: "A fare da ciceroni otto lavoratori socialmente utili" -------------------------------------------------------------------------------- Un nuovo belvedere sulla città. E uno sguardo inedito sulla storia della Roma andati in frantumi. Dopo decenni di chiusura, riaprono le visite al Monte dei Cocci a Testaccio. La scalata al cumulo di anfore frantumate - gettate lì dai "camalli" del porto tra il 140 e la metà del III secolo dopo Cristo - fino a oggi è stata possibile solo in occasioni di eventi speciali e di visite guidate su prenotazione. Ma il 20 ottobre il cancello allangolo tra via Zabaglia e via Galvani riaprirà i battenti e, da quel giorno, il sito sarà visitabile ogni martedì, giovedì e sabato mattina (dalle 10 alle 13, ingresso gratuito). «Ma durante la settimana sarà possibile accogliere i ragazzi delle scuole per viste fatte ad hoc», spiega il presidente del primo Municipio, Giuseppe Lobefaro, che ha firmato una convenzione con lassociazione testaccina ArticoloNove, promotrice e gestore delliniziativa, e con la sovrintendenza comunale ai Beni culturali, guidata dallarcheologo Eugenio La Rocca. «Diamo appuntamento a tutti il 20 ottobre», dichiara la presidentessa della onlus, Simonetta Sorci, «per la prima visita e per un brindisi, fatto in ricordo dei carnevali, delle ottobrate e delle scampagnate che un tempo i romani facevano in cima al cucuzzolo dei cocci». E agli aspetti storici, archeologici e folcloristici, è dedicata una piccola mostra che accoglie lo spettatore. In cima alla di frammenti di anfore della collina (20mila metri quadri e una circonferenza di un chilometro) si arriva percorrendo un ripido sentiero. Dallaltezza di 30 metri sulla strada, si ammirano i paesaggi dellOstiense ma anche i frammenti delle anfore olearie, provenienti dalla Spagna, che costituiscono lo strato superficiale del monte che dà il nome al quartiere (Mons testaceus, "monte dei cocci"). «Come custodi di questo mini tour nella storia di Roma» aggiunge Lobefaro «saranno impiegate persone che, dopo i sussidi, dal primo Municipio hanno ricevuto le "borse lavoro"». Si tratta di sei diversamente abili, e di due persone con disagi di natura economica, che faranno da ciceroni nella passeggiata alla "discarica" cantata da Fogazzaro e Pasolini.