Mostra un sorriso disarmante, il sottosegretario all'Economia Maria Teresa Armosino, entrando in un ascensore di palazzo Madama: «Siamo venuti qui per cambiare le cose, ma come vedete, non ci siamo ancora riusciti». Amen. Ed è sincera al punto da dichiararsi persino «felice» della bocciatura dell'emendamento che sottoponeva al semplice silenzio-assenso la cessione dei beni culturali. «Perché dice il testo uscito è quello presentato dal governo». Anche se la modifica era stata chiesta dal suo ministero. Certo, a via XX settembre non si poteva escludere che Alleanza nazionale, come poi è avvenuto, giocasse al governo qualche brutto scherzo sul condono edilizio. Tremonti era stato avvertito. Lo stesso ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, aveva lasciato intendere che poteva anche succedere. Invece l'ultima cosa che ci si poteva attendere era proprio una imboscata del Carroccio. Già, perché, sorpresa, l'emendamento sul silenzio-assenso non salta per colpa di An apertamente contraria, ma della Lega Nord, che vota insieme all'opposizione. Il gioco è fin troppo scoperto. Nelle intenzioni del partito di Umberto Bossi dovrebbe essere un altro pugno nello stomaco dell'Udc, il più fiero avversario della Lega nella maggioranza. Il colpo è ufficialmente diretto a Ivo Tarolli, l'uomo che ha materialmente presentato l'emendamento. Il senatore dell'Udc è considerato l'uomo politico più vicino al governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, protagonista di un duro scontro con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, alleato di Bossi. Poco importa che il silenzio-assenso, caldeggiato dall'Agenzia del Demanio, sia stato avallato dallo stesso Tremonti. Ormai ogni pretesto è buono. Così non ci si può stupire che il capogruppo udc alla Camera, Luca Volontè, definisca gravissimi sia il voto della Lega sull'emendamento, sia il via libera di Tremonti a una norma che salva fino al 2009 le prerogative delle aziende municipalizzate, chiesta da Bossi. E non meraviglia che il ministro Rocco Buttiglione arrivi a definire «irresponsabili» alcune componenti della maggioranza «che si uniscono all'opposizione». E ora, con An, che punta ad affossare il condono, l'Udc si prepara all'ultima battaglia: quella sulla Cassa depositi e prestiti.
Beni artistici e silenzio-assenso, imboscata a freddo della Lega
Il sottosegretario all'Economia Maria Teresa Armosino ha espresso un sorriso disarmante mentre entrava in un ascensore di palazzo Madama, dicendo "Siamo venuti qui per cambiare le cose, ma come vedete, non ci siamo ancora riusciti. Amen". Questo commento si riferisce all'emendamento che il governo aveva presentato per cedere i beni culturali, ma che è stato bocciato dalla Lega Nord. La Lega Nord ha votato insieme all'opposizione, il che è stato visto come un colpo diretto all'Udc, che aveva presentato l'emendamento.
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