L'intervento della Soprintendenza e la denuncia in Procura bloccano il cantiere. In valle non è l'unico caso A Cimbergo demoliti due antichi edifici per allargare gli "spazi vivibili nel centro del paese". Il sindaco si difende Sacrificare due edifici di origine medievale per allargare gli «spazi vivibili nel centro del paese». Un sacrificio che l'Amministrazione comunale di Cimbergo ha reputato necessario, ma che si è concluso anzitempo - il cantiere è stato bloccato - con una denuncia in Procura. L'intervento della Soprintendenza di Brescia, avvisata dalla sezione di Vallecamonica di Italianostra, ha infatti portato alla sospensione dei lavori di «arredo urbano e di ampliamento dell'angusto tratto di strada provinciale n. 88 che attraversa il paese». Il sindaco Mario Mazzia è contrariato perché il blocco del cantiere preclude per ora la realizzazione di un'opera pubblica che l'Amministrazione comunale sta perseguendo da tempo e per la quale ha ottenuto l'intero finanziamento dal ministero dell'Economia e dalla Provincia. «Il progetto per la creazione di uno spazio vivibile nel centro del paese, di fianco all'edificio comunale, all'ufficio postale, allo sportello bancario, alla farmacia e agli ambulatori, a due negozi ed a un bar di cui Cimbergo è sprovvisto, offrirà finamente un luogo di ritrovo ai giovani, e un momento di riposo agli anziani e di relax ai turisti - ha scritto il primo cittadino in una lettera aperta alle famiglie del paese -. Questo centro darà il via alla valorizzazione del centro storico, del castello, delle incisioni rupestri e della chiesa di San Giovanni nel rispetto del paesaggio locale». Per questa realizzazione, però, è stato sacrificato un antico edificio, sembra di epoca seicentesca, e Anna Maria Basche, presidente della sezione di Vallecamonica di Italianostra, ha informato il soprintendente, l'architetto Luca Rinaldi, che ha immediatamente dato disposizioni per il fermo dei lavori: «Sicuramente questa situazione non gioverà a nessuno - afferma il sindaco Mazzia - poiché servirà solamente ad aumentare i costi, per il fermo del cantiere, e a rallentare i lavori in progetto, tutto a discapito della popolazione. Ricordo che il progetto è comprensivo anche della costruzione di vari box, indispensabili per chi abita in paese». Il primo cittadino si dispiace perché: «I fatti sono stati travisati e non vogliamo essere additati come deturpatori dei luoghi in cui siamo nati e viviamo ne tantomeno vogliamo essere tacciati di menefreghismo nei confronti delle nostre tradizioni». Di diverso avviso l'architetto Luca Rinaldi della Soprintendenza di Brescia: «Purtroppo, in provincia di Brescia stiamo assistendo a molti episodi di scarso rispetto per ciò che viene rappresentato dagli antichi edifici. Non sempre la Soprintendenza ha gli strumenti per poter intervenire in tempo e capita che, per allargare una strada o per creare cinque posti macchina, si sacrifichi un bene molto più prezioso». «Negli ultimi giorni la vicenda dello scarso rispetto per i beni architettonici e paesaggistici è stata evidentissima anche a Ospitaletto, dove la cascina Gardellone, un fabbricato databile tra la seconda metà del '500 e l'inizio del '700 è finito sotto le ruspe». Tornando alla Valle Camonica, l'architetto Rinaldi precisa: «I due edifici di Cimbergo erano vincolati come proprietà pubblica e, adesso, ci auguriamo che al Comune sia intimata la ricostruzione. Un altro intervento che abbiamo portato avanti in Valle ha riguardato recentemente una frazione di Angolo Terme dove siamo riusciti a salvare dalla distruzione una casa di origine tardo gotica, che rischiava di scomparire per lasciare posto all'allargamento di una strada». Luciano