Ministero e Comune: sì alla richiesta della Sovrintendenza. Ma l'offerta è da migliorare Foro Romano. Dopo dieci anni di varchi aperti, di grandi folle di visitatori ma anche di polemiche sul degrado e su una fruizione informe del cuore archeologico di Roma, ora si cambia. Via libera al biglietto ai Fori, lo stesso che già da accesso a Colosseo e Palatino. Niente nuovo balzello, dunque, ma possibilità di controllo e di nuova fruizione: si riapriranno infatti anche zone attualmente chiuse. Torneranno fruibili la Casa delle Vestali, il Tempio del Divo Romolo, la Curia e Santa Maria Antiqua con l'oratorio dei Quaranta Martiri. Unica condizione, reperire altre forze per la guardiania: è il rebus con cui sta facendo i conti il soprintendente archeologico di Roma, Angelo Bottini, che appena arrivato due anni fa si era dichiarato favorevole a reintrodurre un biglietto d'ingresso e soprattutto forme di controllo e di accoglienza della crescente massa di visitatori. Poi a luglio Bottini ha messo nero su bianco la sua richiesta. E ora il ministero, sentito anche il Comune nella commissione mista sull'area centrale, risponde di sì. Salvo riorganizzare un po' meglio la visita a questo grande bene archeologico che non ha uguali al mondo. Eugenio La Rocca, sovrintendente comunale, anticipa il giro di boa veltroniano sulla questione (Veltroni per dieci anni ha sempre ribadito la gratuità ai Fori) dicendo: «Siamo d'accordo anche noi, ma certo la visita deve essere migliorata...». Luciano Marchetti, il direttore regionale, conclude: «Diciamo dunque sì, ora siamo in attesa del piano e delle soluzioni che il sovrintendente ci vorrà proporre». Fa impressione, oggi, quella massa fluttuante di persone che ogni giorno intasa la Via Sacra, in una sorta di «vasca» culturale, scendendo giù dall'Arco di Tito e bighellonando fino all'opposto Arco di Settimio Severo, alle pendici del Campidoglio. Un crescente flusso di visitatori (in parte coincidente con i 5 milioni di visitatori a pagamento del Colosseo e del Palatino, in parte no e da aggiungere al totale), difficilmente contabilizzabile. Ad accogliere questi milioni di fruitori e a guidarli non c'è proprio niente, in questa massa di monumenti che spaziano, strato dopo strato, dalle origini al IV secolo dell'Era volgare. Lì capita di vedere al lavoro archeologi al lavoro come Clementina Panella (scava davanti al Colosseo) o Andrea Carandini (con i suoi ritrovamenti sulla prima Roma regia). Ma che cosa si può capirne? Bello, bellissimo, certo, ma un panorama difficilmente comprensibile, perfino pericoloso visto che lì spesso si verificano scippi e borseggi facilitati dall'essere in una sorta di area a parte, fuori dal controllo delle forze dell'ordine. L'idea di rendere fruibile il Foro gratuitamente risale a dieci anni fa esatti, sindaco Rutelli, ministro dei beni culturali Veltroni. Allora avvenne uno scambio, il Colosseo da gratuito passava a pagamento, i Fori diventavano gratuiti. Gran successo di pubblico, da allora, ma anche accumulo di problemi. Nel frattempo il prefetto Emilio Del Mese chiese di tornare alla bigliettazione (e quindi al controllo di entrate, permanenze ed uscite). Non ci riuscì, da allora gli inconvenienti e e i pericoli non sono diminuiti. «Certo, succede di tutto là dentro - ammette Angelo Bottini -. Borseggi, scippi, microcrirninalità. E aggressioni anche al personale. Anche per questo bisogna voltare pagina». Il cambiamento riguarda anche il modo di accogliere i visitatori: «Con la concessionaria, l'Electa Pierreci, dovremo rivedere tutta la rete di ingressi e uscite. E la relativa documentazione d'accoglienza». La soprintendenza sta già pensando a pieghevoli e depliant per spiegare meglio la struttura dei Fori. Soprattutto ha già ideato nuovi percorsi che allarghino il «giro» oggi basato unicamente sull'asse della Via Sacra. E così, scendendo dall'Arco di Tito, riapriranno presto sulla destra il Tempio del Divo Romolo e la grande Curia (salvaguardandone il prezioso pavimento). Sulla sinistra invece torneranno fruibili la Casa delle Vestali e poi, sotto il Palatino, Santa Maria Antiqua col vicino Oratorio. Da lì sarà ripristinata la rampa d'accesso al colle. Unico neo di questa rivoluzione, il personale. «Noi siamo da sempre sotto organico - conclude Bottini -. Non possiamo risolvere da soli questo problema. Occorre che il ministero affronti la questione, ingaggiando nuovo personale dello Stato».