«Sul decreto che accompagna la Finanziaria probabilmente porremo la fiducia». L'annuncio di Silvio Berlusconi doveva metter fine a una giornata difficile per il governo, battuto al Senato prima sul silenzio-assenso per la vendita degli immobili di pregio (per il voto contrario della Lega), poi sul condono edilizio, e in forte difficoltà con la maggioranza su altri aspetti delicati della manovra, come la trasformazione in spa della Cassa Depositi e Prestiti. La fiducia «risolutiva» rischia, invece, di aprire problemi ancor più seri nella coalizione. Con un durissimo comunicato An ha chiarito che non accetterà la discussione di una Finanziaria a scatola chiusa, mettendo in guardia il premier sulla «pericolosità» dell'iniziativa, E aJtrettanto ha fatto l'Udc con Rocco Buttiglione, che ha sollecita-to «estrema prudenza: il Governo deve essere rispettoso del Parlamento». Messaggi resi ancor più espliciti dopo la minaccia della fiducia: a tarda sera il governo è stato nuovamente battuto su un emendamento di An al condono edilizio che attribuisce il limite dei 750 metri di cubatura all'intero edificio e non alle sue unità abitative. Evitando così la subdola moltiplicazione della superficie sanabile, denunciata dall'inchiesta del Corriere. "Porre la fiducia contro l'ostruzionismo dell'opposizione è in alcuni casi perfino doveroso. Farlo per superare questioni reali su cui la maggioranza non ha ancora trovato un punto d'intesa può essere molto pericoloso» ha fatto sapere il portavoce di An Mario Landolfi. «Soprattutto quando, come nel caso della Cassa Depositi, è semplice trovare un accordo se prevale la ragionevolezza e vengono accantonate incomprensibili rigidità». Sul banco degli imputati ti ancora il ministero dell'Economia e la sua asserita volontà di «non muoversi di una virgola» rispetto al testo presentato. Per Tremonti la Cassa spa, fuori dalla pubblica amministrazione con un risparmio strutturale di 2,5 miliardi sul bilancio, è partita troppo delicata per essere oggetto di compromesso politico. An e Udc, però, reclamano per Bankitalia il diritto di vigilare sulla nuova Cassa e ne pretendono lo spacchettamento: una spa per l'attività tradizionale, un'altra per la nuova missione, aperta al capitale di privati e Fondazioni, e non più confinata agli enti locali. Le difficoltà, cui l'opposizione assiste con grande soddisfazione, non sono comunque tutte lì. Tra governo e maggioranza ci sono contrasti anche sulla vendita delle case dei militari, sul concordato preventivo, sulla tassazione dei videopoker. Tutte questioni rimaste irrisolte nei numerosi vertici di ieri, e via via accantonate dalla Commissione bilancio. In piena notte, dopo l'incidente sul condono, la Commissione si è orientata per la bocciatura tecnica degli altri emendamenti. Oggi in Aula arriverà il testo del Governo con le poche ma significative modifiche approvate ieri. Gli altri emendamenti, compresi quelli sulla Cassa, saranno ripresentati in Aula dalla maggioranza. Fiducia permettendo.