"Adesso si scatenano le guerre degli emendamenti, ma noi sul decreto porremo probabilmente la fiducia". Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al termine dei lavori dell'Europarlamento a Strasburgo, riferendosi al testo della finanziaria. "Questa maggioranza ha dato prove di compattezza assoluta, come sulla finanziaria", ha aggiunto il premier rivolto ai cronisti spiegando che si e' trattato di "una finanziaria difficilissima. Abbiamo dato delle prove su riforme difficilissime. Questa maggioranza ha superato prove di fuoco". Ma An non sembra d'accordo sulla fiducia. "Porre la fiducia contro l'ostruzionismo dell'opposizione e' in alcuni casi perfino doveroso; farlo per superare alcune questioni reali su cui la maggioranza non ha ancora trovato un punto d'intesa puo' essere molto pericoloso", dice il portavoce Mario Landolfi. "Soprattutto quando, come nel caso della Casa depositi e prestiti, se prevale la ragionevolezza e vengono accantonate incomprensibili rigidita' e' oggettivamente semplice trovare un accordo". Il voto di fiducia "va usato con estrema prudenza, il Governo deve essere rispettoso del Parlamento" dice il ministro per le Politiche Comunitarie, Rocco Buttiglione, interpellato dai giornalisti in Senato. "An dice quello che dico io, Berlusconi segnala un problema ma prima di utilizzare la fiducia riflettiamo" ribadisce Buttiglione. L'opposizione intanto ha chiesto che il ministro per i Rapporti con il Parlamento riferisca in Commissione sul possibile ricorso alla fiducia annunciato da Berlusconi. L'invito rivolto al Governo e' "a dire cosa intende fare" alla ripresa dei lavori della Commissione, "sospesi per l'ennesima volta dal presidente Antonio Azzollini". A riportare ai giornalisti la richiesta e' il capogruppo al Senato dei Verdi, Natale Ripamonti, che sottolinea come "la fiducia sconfessa la stessa maggioranza divisa su tutto". "L'ennesima sospensione per fare il punto sugli emendamenti", che arriva dopo aver esaminato, ma non votato, gli articoli sulle sanatorie, edile e fiscale, e' dovuta al fatto che "hanno accantonato tutti gli articoli sui provvedimenti piu' importanti". Oggi il Governo e' stato battuto in commissione Bilancio al Senato sul 'silenzio-assenso' sulla vendita dei beni di interesse culturale. E' stato infatti approvato un subemendamento all'emendamento del relatore, a firma Morando (Ds) e Turroni (Verdi), con cui il principio del silenzio-assenso salta. Rispetto al testo della modifica firmata dal relatore, viene soppresso l'ultimo capoverso in cui si faceva riferimento alla scadenza dei termini "decorsi i quali l'esito della verifica si intende negativa". L'opposizione ha potuto beneficiare anche dei voti della Lega. Dopo il via libera del subemendamento Ds-Verdi che abolisce il 'silenzio-assenso' sui beni culturali, la commissione Bilancio ha bocciato per intero il testo dell'emendamento a firma del relatore, Ivo Tarolli. In questo modo rimane fermo il contenuto dell'art. 27 del decretone. La bocciatura del testo proposto da Tarolli e' avvenuta a causa del voto contrario espresso della stessa maggioranza in commissione. "Con una maggiore prontezza, il successo dell'opposizione sarebbe stato piu' ampio", fa notare il senatore diessino, Enrico Morando, che avrebbe preferito un "voto compatto" dell'opposizione per approvare il testo subemendato. Il relatore alla Finanziaria Mario Ferrara (Fi) sostiene invece che "l'emendamento e' stato ritirato" dallo stesso relatore.