LE IDEE Cari concittadini, avete per caso ricevuto e sfogliato come me i Programmi per il nuovo anno accademico 2007-2008, 254 pagine, e il Catalogo delle ricerche e delle pubblicazioni dellIstituto italiano per gli studi filosofici, volume I, 1060 pagine, e volume II, 696 pagine? No? Peccato, dato che come napoletani non potete non avere a cuore lattività culturale della città. Ma avete comunque risparmiato di andare a letto col capogiro molto più tardi che a "una hora di notte", come dice Ermanno Rea. Questo è capitato a me ieri sera. Perché? Perché quello che credevo un lago si è rivelato un mare, in cui, fatto qualche centinaio di metri, uno non ce la fa più a spingersi oltre in un mare sempre più largo e torna a riva. Ecco la sensazione che alla fine del troppo sfogliare, leggere e leggiucchiare, mi ha preso ieri notte quando, essendomi applicato fin dalla prima sera a comprendere, nel senso di abbracciare tutto quello che lIstituto italiano per gli studi filosofici ha fatto a Napoli, città dove anche le cose più banali sono difficili o impossibili, a un certo punto la mente si è rifiutata, dopo averlo fatto per ore, di registrare altri nomi di professori e autori famosi, altri titoli di lezioni e libri importanti, altre rubriche di attività straordinarie. Credevo di essere io solo a sentire così. Ma poi ho letto le cose che dice, in quarta di copertina (dei Programmi), il premio Nobel Ilya Prigogine, e ho visto che la sua meraviglia e il suo panico non sono inferiori ai miei.