Anche lArci gay critica assessore e sindaco Si farà, ma senza il patrocinio del Comune, la mostra delle polemiche organizzata da Vittorio Sgarbi. «Vade retro, arte e omosessualità» partirà il 23 ottobre alla palazzina Liberty della Stazione, offerta da Grandi stazioni. Ma linstallazione che a Milano ha creato scandalo (e se non si è tenuta) per la presenza di alcune opere «forti», tra le quali anche «Miss Kitty», con Papa Benedetto XVI in versione gay, non piace al Comune. «Nessun intento censorio - giura lassessore alla cultura Giovanni Gozzini - siamo lieti che uno spazio della città accolga la mostra. Ma sul patrocinio, anche dopo esserci consultati con Francesco Bonami, già direttore della Biennale di Venezia, riteniamo che la qualità delle opere non sia adeguata. Mi auguro che non ci siano polemiche, perché il tema merita migliori battaglie». Vana speranza. «Spero che lassessore ignorante non venga alla mostra - ribatte lassessore milanese e critico darte - uno può anche avere dubbi morali, non di merito. Da Milano a Napoli a Firenze, continua una tradizione di oscurantismo e miseria mentale. Per fortuna Grandi Stazioni ci consente di fare la mostra» dice Sgarbi, secondo cui il giudizio di Bonami «è quello di un uomo ignorante, della mafia dellarte contemporanea, che stabilisce chi deve esporre e dove. E una capra che non conosce né periodo storico né autori». Oltre a nomi conosciuti come Testori o Warhol, nella mostra ci sono opere di Impellizzeri, Tom of Finland, Mapplethorpe, Andres Serrano e una ricostruzione storica «con testi unici» dice Sgarbi. E le opere scandalo come «Miss Kitty»? «Comprendo i profili di inopportunità politica, ero pronto a escluderla: ma se la natura delle critiche è contenutistica, adesso la potrei anche mettere. Non mi aspettavo da Firenze questo comportamento. Una forma di ottusità politica e culturale». Parole simili a quelle del presidente toscano di Arcigay, Bert DArragon: «Non è solo vigliaccheria, Firenze va così contro la sua tradizione di madre protettrice dellarte. Il sindaco di Firenze riesce a rompere contro una tradizione secolare di apertura e rispetto dellarte, qualunque sia.» dice il presidente toscano di Arci Gay Bert DArragon. Contro la mostra An, che per bocca di Giovanni Donzelli dice che «si potrebbe tenere solo se non ci saranno le opere inaccettabili, offensive della cultura cattolica, in alcuni casi pedopornografiche». Daltro parere i gruppi consiliari di PdCI, Sinistra Democratica, Prc e Unaltracità: «Negare il patrocinio alla mostra è un atto oggettivamente censorio. Una amministrazione non può valutare il valore artistico delle iniziative, ma incoraggiare il dibattito ed il pluralismo culturale. Non si vede perché non dare il patrocinio ad una mostra di cui Gozzini "è lieto che la città accolga"».