LA POLEMICA Il direttore regionale dei Beni culturali: "Esiste lordine di sgombero, ma si attende la nuova sede di Santa Chiara" Martines: entro gennaio ci sarà il trasferimento degli uffici Chissà, forse anche il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, in visita alla mostra dedicata al Parlamento, così come i tanti che hanno affollato il Castello svevo nella Notte bianca, avrà arricciato il naso. Tutte quelle macchine e tutti quei mezzi dei carabinieri parcheggiati allinterno del maniero, sia pure defilati rispetto al percorso riservato ai visitatori, non sono proprio un bel vedere. E, in tempi come questi, è quasi automatico pensare ai soliti privilegi di casta. Ma Ruggero Martines, direttore regionale dei Beni culturali, non ci sta. Nessun privilegio, nessuna casta: semplicemente esigenze di servizio; e comunque il "parco mezzi" allinterno del castello ha, se non le ore, i mesi, quelli sì, contati. «Cominciamo a chiarire, intanto, che si tratta di una decina di auto in totale, oltre ai mezzi dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico. Alcune appartengono a impiegati disabili, altre sono di funzionari della Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici per le province di bari e di Foggia che ha sede, ancora per poco, al castello». In pratica, si tratta di auto di servizio, anche se private - "I tagli della Finanziaria ai Beni culturali hanno prodotto anche questo effetto", commenta amaramente Martines - che vengono usate per i sopralluoghi e per le diverse esigenze del lavoro della Soprintendenza. «Quanto ai mezzi dei carabinieri - precisa larchitetto - fra furgoni, macchine civetta e auto targate, spesso sono carichi di reperti e oggetti antichi: dove dovrebbero essere parcheggiati? In mezzo alla strada? Gli uffici devono pur funzionare. Se qualcuno si scandalizza, allora dovrebbe anche chiedersi perché il sindaco Emiliano parcheggia lauto allinterno del municipio». Comunque in breve tempo, la questione delle macchine parcheggiate allinterno del Castello svevo sarà risolta alla radice. «Nellarco dei prossimi tre mesi - spiega Martines - la Soprintendenza si trasferirà con tutti gli altri uffici a Santa Chiara dove esiste larea parcheggio e quindi non si porrà il problema. Ma le macchine attualmente allinterno del castello andranno via ancora prima, praticamente appena sarà sistemato il parcheggio davanti alla nuova sede». In realtà, proprio per liberare il castello dalla presenza delle auto, il soprintendente Attilio Maurano aveva firmato un ordine di servizio già tre mesi fa. Lesecuzione è stata bloccata proprio dai lavori ancora in corso per la sistemazione del parcheggio a Santa Chiara. «A parte il discorso pratico - aggiunge il direttore regionale dei Beni culturali - vorrei rifarmi alla storia. Le auto di oggi non sono altro che le carrozze del secolo scorso o del Settecento e dellOttocento, ma quelle non scandalizzavano di certo. È una questione di sentimento dellestetica. Nessuno è così sciocco da pretendere, per capriccio o privilegio, di parcheggiare lauto allinterno di un monumento, che comunque deve essere vissuto come bene fruibile. È solo una questione di necessità».