Il sindaco di Firenze replica a chi ha spedito l'esposto all'Unesco contro l'infrastruttura. «Davanti al Duomo oggi passano 16 linee bus: inquinano molto di più» Firenze chiama Parigi. Ma è probabile che dalla capitale francese non arrivi nessuna risposta. Il tram si porta dietro polemiche e strumentalizzazioni politiche che qualcuno spera abbiano anche il cappello dell'Unesco. Il capogruppo dell'Udc di Palazzo Vecchio, Mario Razzanelli, per esempio, lo spera, chiedendo all'organismo dell'Onu di inserire il centro storico di Firenze nella lista "rossa" di quelli a rischio. In ballo non ci sono mine sotto i monumenti ma un silenzioso tram che passerebbe da piazza Duomo e che rischierebbe di «pregiudicare il centro storico e ne modifica tratti significativi», come è scritto nella «segnalazione formale» spedita al direttore generale dell'Unesco Koichiro Matsuura, al direttore del Centro del patrimonio Francesco Bandarin e al presidente della Commissione italiana Giovanni Pugliesi. In calce all'appello le firme della storica dell'arte Mina Grogoracci, nomi illustri della nobiltà fiorentina come i Frescobaldi e i Corsini, la moglie del presidente degli industriali Nicoletta Palini Gentile (il marito si è però dichiarato favorevole al tram, Milly Moratti e il cantante Andrea Boccelli con sua moglie Veronica, tra le firme anche quella della giornalista del Corsera Wanda Lattes (madre di Fiamma Nirenstein). Chissà se queste persone prenderanno mai il tram. Ma come osserva il sindaco di Firenze Leonardo Domenici «è utile che ci sia questo dibattito». Si parla tanto di ambiente e di risparmio energetico. «Noi abbiamo calcolato che per far muovere un convoglio - spiega il sindaco - si spende dodici volte meno di energia rispetto al numero di auto che trasporterebbero lo stesso numero di persone». Il calcolo è fatto su un'auto che porta in giro almeno due persone. In attesa che l'Unesco dica la sua sulla tramvia nel salotto buono di Firenze il primo cittadino del capoluogo toscano però rigetta tutte le accuse di chi dice che in questo modo si rischia di devastare la città. Davvero i tram per il Duomo o il Battistero sono più pericolosi della colonna infame di bus e auto che ogni giorno li avvolgono nei fumi delle loro marmitte? «Nello stesso tratto oggi passano 16 linee bus: 200 mezzi al giorno, che depositano sostanze inquinanti sui marmi» aggiunge Domenici. Eppure chi si oppone alla linea che attraversa il centro storico, il centro destra lo fa in odore di campagna elettorale, le amministrative ci saranno nel 2009, si sta giocando tutte le carte. «Sono convinto che è sbagliato presentare questa operazione del tram come una devastazione della città» insiste Domenici. Sindaco perché non va lei a Parigi a spiegare il progetto della tramvia fiorentina? «Siamo in un periodo dove si sta molto attenti ai costi della politica, io preferisco non spendere i soldi dell'aereo e sono più che disponibile ad accogliere in Palazzo Vecchio chi dell'Unesco vorrà venire a parlarmi» Ma lei è preoccupato per l'appello fatto all'Unesco? «Per niente. Mi preoccupa, invece, che tutti siamo adeguatamente informati sul lungo percorso approvativo dei tracciati della tramvia e dell'effettivo impatto ed effetto che questa avrà sulla città di Firenze. Io a questo proposito dico sempre che bisogna fotografare la situazione attuale e capire da dove si parte. La situazione attuale è estremamente insoddisfacente perché noi abbiamo un'arteria trafficata, soprattutto dagli autobus, sono sedici linee, che è l'asse che va dalla stazione di Santa Maria Novella fino a Piazza San Marco. Nonostante sia un'area a traffico limitato la situazione è difficile perché ora passano troppi veicoli, soprattutto troppi mezzi pubblici: tre autobus in fila ad una fermata sono più lunghi della lunghezza dell'intero tram. Ma il problema vero è che una volta realizzata la tramvia si potrà fare, come in tutte le città del mondo, una effettiva pedonalizzazione». Perché per la tramvia a Firenze ci sono tutte queste polemiche. Manca un'adeguata informazione? «Non credo. Anche se posso capire qualche cittadino che mi dice di non essere sufficientemente informato e noi cercheremo di dare tutte le risposte necessarie. Ma chi ha firmato l'appello all'Unesco presumo che abbia la possibilità di conoscere approfonditamente i progetti, anche autonomamente». Il tram viene messo sotto accusa per le vibrazioni che potrebbero mettere in pericolo la stabilità del Duomo e del Battistero. «Ma le vibrazioni che preoccupano ora sono quelle prodotte dai bus perché sono enormemente più pericolose per i monumenti di quelle che non ci saranno con i tam e in una situazione di pedonalizzazione di tutta l'area. Perché è evidente che cambia tutto» Quanto conta la politica in questa vicenda? «Nell'ultimo periodo non sono riuscito a sentire sulla tramvia interventi di merito. Sento solo prese di posizioni di carattere generale, descrizioni apocalittiche del futuro: una città senza alberi con i monumenti distrutti perché passa la tramvia. Non sento proposte alternative. Devo dire che nel consiglio comunale di lunedì ho sentito parlare di moratoria come se si trattasse dei missili di Comiso. Siamo giunti anche a questo». Il centro destra punta molto sulla protesta anti tram e nella primavera del 2009 a Firenze si vota. «Si ma lo fanno in modo molto sgangherato: ci dicono di far presto sulla linea 1 e di andare piano sulle altre due», Forza ltalia per la corsa a sindaco è pronta a schierare Bonaiuti. «Ma lui smentisce. Però se si vuole candidare a sindaco deve informarsi meglio sui progetti e poi deve stare più spesso a Firenze». La «Firenze bene» preoccupata della linea che passerà dal centro storico ha chiamato in causa le Nazioni Unite... «Bonaiuti vuole candidarsi a sindaco nel 2009? Va bene, allora provi a conoscere meglio i progetti della città» Le tappe I tram in P. Duomo. Il sì del ministero La Soprintendenza esprime il suo primo sì al tracciato della linea 2 nel luglio 2006. L'anno dopo, sempre dalla soprintendenza fiorentina, arriva anche l'ok al passaggio dei tram in piazza Duomo con alimentazione aerea. Intanto il tracciato cambia: non passa più dietro il Duomo. Nel luglio 2006 Paolucci chiede un parere al ministero. Nel febbraio 2007 l'amministrazione comunale individua l'alimentazione a batteria: per 300 metri sarà alimentato a terra (senza pali né fili). Febbraio 2007, il ministero da il via libera L'impatto. Tecniche moderne contro le vibrazioni I tram passeranno a una distanza dal Battistero di piazza Duomo non inferiore a quella percorsa attualmente dai bus dell'Ataf; non passeranno a fianco del Duomo, come invece fanno oggi due linee dei bus. Per chi si trova all'angolo di p. San Giovanni e via Martelli l'intrusione visuale dei tram sarà minore rispetto a quella dei bus. Le vibrazioni saranno inavvertibili e molto più basse di quelle attuali grazie all'adozione di avanzate tecniche di armamento (platea flottante e embedded rail).