A Grottaferrata è ancora polemica sulle difformità nel restauro dell'immobile. Denuncia I lavori non sarebbero conformi alle autorizzazioni Salvare villa Muti. Questa la priorità del circolo della Margherita «Ambiente e libertà» di Frascati. Continua quindi la battaglia per valorizzare uno degli immobili più importanti del complesso delle «Ville Tuscolane». Dopo l'intervento dello scorso mese della Sovraintendenza che ha fatto revocare alla Tuscolo C. l'autorizzazione per proseguire i lavori, ora la palla passa al sindaco Ghelfi. «Chiediamo al primo cittadino - ha affermato Giancarlo Giomberti, esponente del circolo della Margherita - di revocare definitivamente il permesso di costruire. Di conformarsi, cioè, alla decisione presa il 10 settembre scorso dalla Soprintendenza». Ma gli esponenti del circolo vogliono anche altro. Innanzitutto che si verifichi che i lavori siano stati eseguiti in conformità alla nota autorizzativa della Soprintendenza n. 588b-2002. «Abbiamo effettuato dei sopralluoghi e scattato delle foto - continua Giombetti - sullo stato attuale dell'immobile. Una «visita» che ci ha permesso di scoprire molte anomalie. Prima fra tutte quella dei comignoli e abbaini. Ne sono stati costruiti di nuovi e di dimensioni rilevanti che hanno un forte impatto visivo. Ma ancora più grave - prosegue - è la modifica dell'altezza del tetto che ha cambiato la vera fisionomia detta villa. Alla luce di tutto questo ci è sembrato chiaro che non siamo di fronte a un restauro conservativo, anche perché le modifiche in questione fanno pensare a una definzione degli spazi interni diversa da quella originale». Per questo è stato richiesto l'intervento del ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli. «Vorremo - ha concluso Giombetti - un confronto col ministro per esporgli le nostre idee e le tante proposte da noi studiate per un utilizzo diverso e migliore della villa. Tra queste quella di utilizzare l'immobile per usi di utilità pubblica. Per esempio si potrebbe fare come per villa Mondragone utilizzata dall'università di Tor Vergata. O anche di villa Falconieri dove è ospitato il Cede, il centro educazione europea. Insomma le possibilità per preservare questo bene storico ci sono, speriamo che qualcuno ci ascolti e ci aiuti».