Dopo l'approvazione, l'11 luglio scorso, della delibera consiliare con la quale si sanciva la trasformazione della Parchi da società a capitale misto a capitale interamente pubblico, il consiglio comunale di ieri ha approvato il nuovo statuto della società, in continuità con questo percorso e in vista della prossima firma del nuovo accordo tra Stato, Regione e Comune, prevista entro la fine dell'anno, per la tutela e la valorizzazione delle aree archeologiche del parco. «La vera novità di questa operazione - dice l'assessore alle culture Ovidio Dell'Omodarme - è che con queste importanti modifiche il comune diventa referente e interlocutore diretto del ministero, sperimentando un'esperienza che fa da apripista in Italia rispetto a modelli di gestione di aree archeologiche». Con la convenzione precedente, infatti, scaduta nella primavera scorsa e prorogata fino a oggi, le aree archeologiche erano state concesse in uso, dietro pagamento di un canone, alla società dei Parchi, società mista pubblico privata. Le recenti modifiche al Codice Urbani in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali, hanno vietato l'affidamento diretto da parte dei Comuni delle aree archeologiche, a meno che non si tratti di affidamento a società interamente pubbliche. Con le modifiche introdotte recentemente si passa quindi da una gestione in concessione d'uso, ad un accordo interistituzionale che vede un forte avanzamento del ruolo del comune. Il capitale sociale dei privati, che ammontava complessivamente a 210.577 euro, viene a questo punto acquistato dai Comuni della Val di Cornia, in qualità di soci pubblici della società, in misura proporzionale al capitale già posseduto nella società stessa. Al Comune di Piombino spetta l'acquisto di 2355 azioni per 121.635 euro. Un acquisto che si configura come un investimento, e che comunque viene compensato da un risparmio nella gestione delle aree perché, con il nuovo accordo, non dovrà essere più corrisposto il canone annuale di concessione delle aree allo Stato, pari a 25 mila euro anni.
PIOMBINO.Parchi, solo capitale pubblico Rivoluzionata la gestione delle aree archeologiche
Il consiglio comunale ha approvato il nuovo statuto della società dei Parchi, trasformata in società a capitale misto a capitale interamente pubblico. La società sarà gestita direttamente dal Comune, che diventerà referente e interlocutore diretto del Ministero. Il capitale sociale dei privati viene acquistato dai Comuni della Val di Cornia, con l'acquisto di 2355 azioni da parte del Comune di Piombino. Questo passo consolida il ruolo del Comune nella gestione delle aree archeologiche del parco e permette di evitare il pagamento di un canone annuale di concessione. La prossima firma del nuovo accordo tra Stato, Regione e Comune è prevista entro la fine dell'anno.
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