C'è grande attesa per la riunione del Consiglio comunale in programma oggi, a partire dalle 9. L'assise civica, infatti, è chiamata a pronunciarsi sulle nuove norme tecniche attuative del Prg e sul potenziamento degli impianti della Fox Petroli a Punta Penna. In merito a quest'ultimo argomento, che sta suscitando un vivace dibattito in città, si registra un nuovo intervento del Consorzio per l'Area di Sviluppo Industriale del Vastese che, per bocca del presidente Fabio Giangiacomo, torna a sottolineare «il ruolo assolutamente marginale del Consorzio in una pratica di competenza dello Sportello Unico per le Attività Produttive». «Il Coasiv - dice Giangiacomo - chiede che l'autorità regionale, unica deputata al controllo dell'attività e alla valutazione d'impatto ambientale, valuti con il necessario rigore tutte le conseguenze relative a nuovi impianti. Il Coasiv, consapevole che l'impianto in questione, anche nella presente configurazione, insiste su un'area di grande pregio, intende fare concreti passi in avanti nella direzione della delocalizzazione dell'impianto stesso e per la quale non esiste alcuna pratica amministrativa in itinere». A tal proposito, il Coasiv si mette a disposizione per un tavolo istituzionale comprendente il Comune di Vasto, la Provincia, l'Assessorato regionale all'Ambiente e le altre Amministrazioni comunali coinvolte perché, insieme alle parti sociali e alla dirigenza della Fox Petroli, in maniera concreta e in un tempo ragionevolmente breve, vengano formulate «proposte localizzative al fine di rendere praticabile il trasferimento dell'attività dalla zona di Punta Penna». Giangiacomo sottolinea che il tavolo istituzionale dovrà anche prendere in esame tutte le strutture necessarie ed eventualmente richieste dalla Fox Petroli, quali tubazioni fino al mare, trasporto di stoccaggio e attracco per navi cisterna. Frattanto, l'Arci ha tirato fuori dal cassetto la relazione della Soprintendenza Archeologica d'Abruzzo che accompagna l'istituzione dei vincoli archeologici nella zona di Punta Penna, dove sono presenti «resti che testimoniano - scrive l'ispettore archeologo Andrea Staffa - un articolato popolamento che va dalla Preistoria alla fine del Bronzo sino al periodo italico, per poi proseguire in età romana sino alla tarda antichità e poi al Medioevo». «Non ci sono - chiede il presidente dell'Arci, Lino Salvatorelli - tutti i presupposti per la creazione di un fantastico parco archeologico dentro una riserva naturale?». «Purtroppo - prosegue Salvatorelli -, ciò è impedito dalla presenza di industrie che operano proprio a ridosso di tale patrimonio archeologico e danno lavoro a non più di 60 persone. Impieghiamo questi lavoratori all'interno di un salubre parco archeologico e cominciamo da oggi, in Consiglio comunale, a programmare la riconversione dell'area, attivando anche la ricerca di fondi nazionali ed europei idonei alla causa». mercoledì 3 ottobre 2007