Capua. Per decenni è rimasto abbandonato nella più totale indifferenza e adesso che l'amministrazione comunale vuole vendere lo stabile, tutti si accorgono della sua importanza. È l'ex macello comunale, edificio risalente alla metà del 1800 e inattivo da oltre un ventennio. Un bene di notevole valore ma che l'incuria e il degrado hanno segnato inevitabilmente. L'amministrazione comunale, per evitare altri guasti, ha deciso di alienare l'immobile, consentendone, quindi, il recupero da parte di privati. Il consiglio comunale, con l'opposizione della minoranza, ha votato la vendita e l'edificio verrà messo all'asta partendo da una base che si aggira intorno al milione di euro. Un'operazione finanziaria utile sia per ripianare i debiti del comune e sia per dare un futuro migliore al "gioiellino di famiglia". «Vorrei chiedere a chi oggi si scandalizza - dice il sindaco Carmine Antropoli - se mai prima d'ora si è preoccupato dell'ex macello. Ben vengano gli interventi dei privati per salvare un contenitore che con i vincoli architettonici che ha, deve conservare la struttura originaria e che senz'altro sarà destinato a sede di istituzioni prestigiose. Oggi si scandalizzano che alieniamo beni infruttuosi e che costano pure alle casse comunali, ma nessuno si è scandalizzato delle occupazioni abusive, degli allevamenti di animali e dei debiti che la mia amministrazione si è trovata in eredità». Un tasto, quello delle finanze comunali, più volte rimarcato da Antropoli. «Per forza - precisa - perché da quando siamo alla guida della città, vale a dire da circa un anno e mezzo, non abbiamo contratto nessun debito. Ma ci siamo ritrovati quasi 7 milioni di euro di debiti pregressi, tra anticipazioni di cassa e debiti fuori bilancio, molti dei quali risalgono al 1980. Un buon amministratore deve risanare quanto prima la situazione economica. E poi, agli inizi degli anni novanta, l'allora amministrazione di sinistra cercò di vendere beni comunali ma non fu in grado di indire l'asta. Perché ora tanto clamore? Perché ci "consigliano" di vendere prima i terreni e poi i fabbricati, quando è notorio che bisogna fare il contrario?». Risponde così il primo cittadino forzista agli attacchi che gli sono piovuti addosso dall'opposizione consiliare e da alcune associazioni culturali. Anche l'Enpa (Ente protezione animali), che «da oltre 10 anni ha sede nell'ex macello comunale», fa sentire il suo dissenso. Ma Antropoli taglia corto: «Si occupano stabili comunali con tanto di contratto, viceversa si è abusivi. Il comune di Capua ha oltre 275 proprietà immobiliari e 400 moggi di terreno: beni improduttivi e molti ancora sconosciuti. È stata formata una task force per avere un quadro completo. E tutto quello che non rende e che addirittura ha un costo, troverà idonea soluzione».