Giorni contati per la scenografia allestita per Valentino ai Fori. E continua la protesta Saranno tolte a giorni, forse già lunedì prossimo, le colonne in vetroresina rimaste per più di tre mesi sul Tempio di Venere, di fronte al Colosseo, dopo la grande cena di gala dei primi di luglio per festeggiare i 45 anni della maison Valentino. Da allora le date fissate per la loro rimozione sono state via via rimandate: si è parlato dei primi di settembre, poi dei primi di ottobre. Ma ad oggi sono ancora al loro posto, e la loro permanenza ha suscitato molte proteste, soprattutto di privati cittadini che hanno tempestato di e-mail il forum aperto sul sito www. roma. repubblica.it. Ieri è scesa in campo nella querelle sulla sorte dellinstallazione dello scenografo Dante Ferretti anche Italia Nostra, che ha chiesto allamministrazione dei Beni Culturali «limmediata rimozione delle colonne del ridicolo del Foro Romano». «È opinione concorde di tutti che le colonne vadano tolte», ci conferma il Sovrintendente ai Beni Archeologici Angelo Bottini, «bisogna dare però il tempo alla ditta che è stata incaricata dalla maison Valentino daltra parte era scritto già nel contratto originario che prevedeva che Valentino si assumesse tutti gli oneri rispetto allinstallazione delle colonne, compreso quello di riconsegnare lo spazio usato, cioè il Tempio di Venere, nelle condizioni originarie». Spiega il Sovrintendente Bottini di aver ripetuto la richiesta anche negli ultimi tempi: «ma non ho fatto loro fretta. Mi aspetto che prima o poi, più prima che poi, le colonne vengano tolte. Daltronde nessuno, neanche la maison Valentino, ha interesse che rimangano lì». Anche perché proprio sotto lattuale installazione di Dante Ferretti dovranno iniziare i lavori di restauro resi possibili anche grazie allofferta fatta da Valentino alla Sovrintendenza, 200 mila euro. Questi lavori che, secondo notizie del ministero dei Beni Culturali, dovrebbero partire allinizio dellinverno, perciò in tempi brevi, anche se i finanziamenti ministeriali non sono ancora stati erogati. È stata invece superata lipotesi di continuare a in piedi le colonne di vetroresina come location per conferenze e incontri di lavoro sui risultati dei restauri del Palatino e della Domus Augustae. «Si era pensato di fare altro nellinstallazione», conferma il Sovrintendente Bottini, «ma non si è fatto. Ora bisogna solo aspettare i tempi tecnici. Le colonne non rimarranno un minuto di più del necessario». Le critiche alle colonne, nei giorni scorsi, erano venute anche da voci di autorevoli studiosi come lex Sovrintendente Adriano La Regina, oggi presidente del Parco dellAppia Antica, che ha detto: «è un modo sciatto e incolto di gestire i nostri monumenti. Le colonne trasparenti sarebbero state benissimo in un quartiere povere di opere darte, non su un monumento visitato da migliaia di persone». E anche Andrea Carandini, più possibilista sulluso dei monumenti antichi in chiave attuale, aveva messo dei paletti: «limportante è che lapparato effimero sia tolto in tempi ragionevoli». E quanto chiedono anche i cittadini che hanno scritto a Repubblica. (RENATA MAMBELLI)