Carissimo assessore Cristiano, ho letto con attenzione la sua intervista sulla pagina locale del Tirreno del 6 settembre sulla situazione della popolazione nomade a Pistoia. La sua analisi così ottimistica la trovo non rispondente alla realtà di cui sono a conoscenza, per il continuo incontro che la Caritas diocesana ha con il popolo dei nomadi presenti a Pistoia. 1) La situazione del campo del Brusigliano (ex campo di volo) definirla critica mi sembra molto riduttivo. La realtà è quella di una bidonville, con accampamenti e baracche molto precarie, con i topi che fanno visita alle famiglie e i loro figli. Questa situazione dovuta in parte all'incuria di chi ci abita, ma è senz'altro difficile far rispettare i doveri quando non viene rispettato il diritto ad avere una abitazione degna di questo nome. Come ben saprà, ciò che è successo a Livorno nel mese di agosto, dove sono morti quattro bambini in un incendio, è successo anche a Pistoia, al campo di Brusigliano, nell'inverno scorso, dove ha preso fuoco una baracca e per fortuna, e solo per fortuna, non ci sono state vittime. Dire che "... la collocazione è provvisoria, anche perché in quell'area dovrà sorgere il nuovo ospedale e quindi dovranno essere riposizionati" mi porta a fare le seguenti riflessioni: La provvisorietà di cui parla ormai è cronica e le famiglie sono residenti all'ex campo di volo da circa 30 anni; Il problema della "ricollocazione" in altri siti è solo una questione politica che non si vuole realmente affrontare, ma rimandare, per timore che porti problemi di accoglienza nella cittadinanza. C'è "solo" da decidere dove fare i nuovi campi con i soldi messi a disposizione dalla Regione; Per questo motivo chiedo all'amministrazione di cui lei fa parte di decidere al più presto e non rimandare ulteriormente la scelta. Le famiglie e i loro bambini non possono passare l'inverno, che è ormai prossimo, in queste precarie condizioni. 2) Gli inserimenti abitativi nelle case popolari di cui lei parla sono stati, nella maggioranza dei casi, "fallimentari". I motivi sono dovuti alle difficoltà che queste persone hanno nella gestione di una abitazione e dei rapporti di vicinato. 3) Le vorrei ricordare inoltre, che anche la Chiesa di Pistoia con la Caritas diocesana, l'associazione San Martino de Porres e le parrocchie sono parte attiva, in maniera volontaria, per aiutare le famiglie nomadi a superare, come le chiama lei "le crisi passeggere", con contributi alimentari, con pagamenti di utenza ecc.. Proprio perché "ci siamo" vorremmo anche essere portatori di progettualità, di voglia di "fare rete", per poter tutti insieme risolvere i non pochi problemi di questa nostra città. Marcello Suppressa Direttore Caritas diocesana