Se il Comune vuole cambiare area rischia citazioni per danni milionari Apertura su Campo di Marte, l'edificio potrà continuare ad avere destinazione pubblica LUCCA. Se il Comune di Lucca vuole avviare l'iter per cambiare la localizzazione del nuovo ospedale, originariamente prevista a San Filippo, dovrà prepararsi ad affrontare il rischio di una richiesta di danni da parte della società incaricata dei lavori e anche delle Amministrazioni comunali delle città dove sono previsti gli altri tre ospedali (Massa, Pistoia e Prato) al centro, con Lucca, del maxi-appalto della Regione. L'assessore regionale alla sanità Enrico Rossi dell'argomento non parla, vuole prima incontrare il neosindaco Mauro Favilla, ma la linea della Regione è comunque chiara. E' stato il Comune di Lucca a indicare l'area di San Filippo, la Regione ha solo preso atto della scelta e ha operato di conseguenza. Adesso è troppo tardi per cambiare le carte in tavola. E' così assessore Rossi? «Sono a Lucca per due inaugurazioni - dice - mancherei di rispetto al sindaco Favilla, appena eletto e che ha detto che vuole incontrarmi, se anticipassi qualcosa. Attendo di vederlo e valuteremo insieme la situazione». Un primo approccio avrebbe potuto esserci ieri, dato che Rossi ha passato quasi tre ore nell'area del Campo di Marte, per prendere parte alle inaugurazioni del nuovo centro trasfusionale e delle nuove cucine. Favilla però non c'era. L'Asl lo aveva invitato, ma dal Comune - dopo che stava per scoppiare un caso politico - hanno fatto sapere che per un disguido degli uffici di Palazzo Orsetti la comunicazione non gli era arrivata. Il sindaco, dispiaciuto, invierà due righe per chiarire l'episodio. L'appuntamento è comunque solo rinviato. Rossi e Favilla parleranno del nuovo ospedale, che è stato uno dei cavalli di battaglia in campagna elettorale del leader di Governare Lucca, ma sembra difficile poter ribaltare le carte in tavola. A quel punto si tratterà di capire se Favilla deciderà per un'azione di forza - facendo saltare l'iTer avviato - oppure se, pur mettendo a rischio il suo programma, si accontenterà di quello che la Regione può offrire. Ovvero la completa disponibilità a lasciare l'area del Campo di Marte all'uso pubblico. All'Asl, per l'ospedale di comunità e altri servizi, saranno sufficienti il 25-30 degli attuali spazi. Per la parte restante si era ipotizzata la vendita, per ricavare denaro fresco (23 milioni di euro) da impiegare nella costruzione del monoblocco. Su questo punto, e probabilmente anche su altre questioni (per esempio i distretti e la guardia medica), la Regione potrebbe mettere sul piatto della bilancia ampia disponibilità. Insomma tutta l'area del Campo di Marte potrebbe restare destinata a uso pubblico e, tranne la sezione necessaria all'Asl, sarebbe il Comune a decidere l'utilizzo dei vari edifici. Una novità importante. Quello che appare certo è che la Regione intende andare avanti con forza sulla strada della realizzazione dei quattro nuovi ospedali. L'assessore Rossi ha fatto un preciso riferimento alla questione in conclusione del suo intervento. Quando ha sostenuto che un buon amministratore deve impiegare bene le risorse economiche a sua disposizione e che la Regione intende continuare a farlo. Un messaggio neanche tanto cifrato, destinato a chi continua a opporsi. D'altronde è stato più volte sottolineato come sarebbe più oneroso, e avrebbe risultati inferiori al nuovo, intervenire sull'attuale struttura del Campo di Marte. Che presenta più di una parte non a norma di legge per quanto riguarda la sicurezza. Fabrizio Tonelli
Nuovo ospedale, la Regione non cede
Il Comune di Lucca è stato invitato a cambiare la localizzazione del nuovo ospedale, originariamente prevista a San Filippo, ma la Regione Toscana non è disposta a rinunciare al progetto. L'assessore regionale alla sanità Enrico Rossi ha affermato che la Regione intende andare avanti con forza sulla realizzazione dei quattro nuovi ospedali e che il Comune di Lucca non può cambiare le carte in tavola. La Regione ha già indicato l'area del Campo di Marte come destinazione per l'ospedale, e il Comune non può fare altro che accettare la scelta.
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