Esattamente un mese fa Carlo Taraschi, direttore dei lavori di restauro nel duomo teramano, rivelò: «Per le critiche ci sarà tempo». Il tono era quello liberatorio, come se fosse convinto di aver svolto bene il suo lavoro. Sicuramente non immaginava che i primi appunti giungessero così presto. Cosicchè, dopo un periodo metabolizzante, chi per prima anticipa tutti nel tracciare un primo quadro è Italia Nostra. Dopo aver effettuato «un attento sopralluogo» sul sito, l'associazione punta il dito contro l'intempestiva fretta della riapertura che «ha fatto addebitare una serie di risultati negativi». Ciò che viene contestato in primis alla soprintendenza è la «mancata valorizzazione delle importanti scoperte fatte durante gli scavi. Rinvenimenti - dice Italia Nostra - sono stati ricoperti». In pratica, si tratta del muro perimetrale bizantino e della cripta di San Berardo. «Il restauro di un monumento di grande importanza archeologica spiega il presidente dell'associazione Peppino Scarselli non è una pratica burocratica ma ha bisogno, oltre che di capacità, di sensibilità storica e culturale». Nelle mura perimetrali, a detta di Italia Nostra «Non è stata apposta nemmeno una lastra di vetro mentre la cripta è visibile grazie ad un oblò di dimensioni eccessivamente ridotte, che il visitatore riesce a malapena ad intravedere». Ad onor del vero, anche per lo stesso Taraschi quell'oblò rappresentava un neo. Fatto sta che sotto accusa è la soprintendenza, da cui Italia Nostra pretende il corretto adempimento dei suoi obblighi e la dovuta attenzione. Quindi, la sezione teramana esprime perplessità di carattere tecnico. «Tra queste il Paliotto - spiegano - che è protetto da una teca, ma privo di rialzo e pertanto la fascia perimetrale sulla lastra preclude la visione delle formelle alla base. Il materiale e il cromatismo del pavimento non sono adeguati, ed una balaustra pesante che protegge un frammento di colonna poteva essere sostituita da vetro forato. Per concludere, i faretti posizionati in cima alle pareti sono incongruenti con l'edificio e manca la possibilità di lettura delle stratificazioni». Dopo il colpo al cerchio, uno alla botte. «Sicuramente sono state fatte cose egregie» conclude Scarselli, che aggiunge «ma la riserva di provvisorietà mi fa sperare che sul definitivo venga messa una mente geniale e brillante e non un tecnico».
ABURZZO - restauro nel duomo teramano, rivelò: Per le critiche ci sarà tempo.
Il duomo di Teramo è stato oggetto di critiche per la sua riapertura troppo rapida. Italia Nostra ha effettuato un sopralluogo e ha trovato risultati negativi. L'associazione punta il dito contro la soprintendenza per la mancata valorizzazione delle scoperte fatte durante gli scavi, come il muro perimetrale bizantino e la cripta di San Berardo. Italia Nostra pretende il corretto adempimento dei suoi obblighi e la dovuta attenzione. La sezione teramana esprime perplessità di carattere tecnico, tra cui la mancanza di rialzo per il Paliotto, il materiale e il cromatismo del pavimento, la balaustra pesante e i faretti incongruenti con l'edificio.
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