ARTE. Le opere del Trecento della scuola tardo giottesca necessitano di un consolidamento L'appello dei restauratori: «Salviamo questo patrimonio» Salvare quel che resta dei bellissimi affreschi trecenteschi di scuola tardo giottesca nella chiesa di S. Silvestro, a Santa Caterina. L'allarme arriva da alcuni restauratori vicentini di cui la bavarese Susanne Sagner si fa portavoce. «Questi dipinti - dice - si ritrovano sulla Storia di Vicenza scritta di Barbieri, Cevese e Magagnato, ma sono oramai ridotti a pochi frammenti. Sempre bellissimi ma sempre meno visibili. Servirebbe un intervento di consolidamento, pulitura, stuccatura e ritocco, se si lasciano così verranno via presto e perderemo l'immagine e il ricordo di quello che c'era qui dentro». Pochi frammenti, si diceva: la testa di un Santo (o di un Padre della Chiesa), un volto d'angelo, un viso di Cristo. Appaiono all'improvviso sulle antiche colonne e semicolonne, per un attimo forano la nebbia del passato e i segni del tempo. Gioielli preziosi incastonati in una chiesa bellissima a dispetto dei tre pilastri nuovi, e secondo alcuni di dubbio gusto, apposti con l'ultimo restauro e le costruzioni napoleoniche che la stringono d'assedio. Una chiesa fra le quattro più antiche della città con i suoi oltre mille anni di vita, sconsacrata agli inizi del 1800, poi divenuta magazzino - per ultimo della Caserma degli Alpini - con buona pace dei suoi meravigliosi affreschi tardo trecenteschi di scuola giottesca. Visibile purtroppo solo in occasione delle mostre di pittura che periodicamente si svolgono al suo interno. Dopo i lavori di recupero (che hanno riguardato anche la loggia, il convento e l'ala napoleonica) la Diocesi ne ha affidato la gestione alla associazione di artisti di arte sacra, diretta da don Gino Grandina e ciò ha riportato la luce fra le navate romaniche dell'antico manufatto. «Si è deciso di valorizzarla - dice il sacerdote - trasformandola in un luogo per l'arte, la musica e la cultura religiosa contemporanea». Ovviamente calendario di appuntamenti molto selezionato, con il clou, quest'anno, costituito dalla grande mostra di dicembre sul grande architetto portoghese Goncalo Byrne organizzata dall'Associazione Abaco. E in attesa che i lavori di recupero sul convento riprendano, sui preziosi frammenti don Gino assicura: «Vanno messi in sicurezza. Insieme all'Ufficio Beni Culturali della Curia abbiamo pensato di affidare l'intervento alle scuole di restauro. Del resto vi sono affreschi interessanti anche nel monastero». E chi ha poco tempo, si sa, è meglio che non ne aspetti altro