Novità in vista per la zona Diridoni, dove sorgerà un'area per il divertimento -------------------------------------------------------------------------------- Tornerà a nuova vita l'area nota come "Green park", lato ovest del complesso "Lagomare". A rendere possibile il recupero è il Piano di gestione della Tenuta Borbone-Macchia lucchese, la cui bozza definitiva è stata apporvata ieri dalla Comunità del Parco. «Stante la grave situazione di degrado funzionale e ambientale - si legge nel documento - possono essere ammessi interventi di recupero e ristrutturazione». Con caratteristiche definite nei particolari, comprensive di possibilità di «demolire e ricostruire». Purché «a parità di volumetria esistente anche con diversa sagoma e configurazione planimetrico architettonica dell'edificio». Divieto assoluto, però, di «localizzare il costruito, anche in parte, su aree vergini o non già oggetto di costruzioni e di precedenti edificazioni dei suoli». Impossibile equivocare cosa si possa o meno costruire, visti i parametri di riferimento fissati: a partire dall'altezza massima che deve essere «uguale all'altezza massima della struttura esistente». Divieto assoluto di realizzare «volumi interrati», una disposizione che l'ente Parco fissa per tutta l'estensione della zona di competenza, e costruzioni «adeguate ai principi dell'edilizia sostenibile». Discorso diverso per il resto del complesso "Lagomare", il cui recupero «è stato attuato dal precedente Piano di gestione». Un intervento che il Parco «reputa concluso» e dunque «non ridefinisce». Ribadendo, però, che la destinazione d'uso «ammessa per l'intero ambito è la residenza stabile e quella turistica del tipo "seconda casa"». Tra le opere consentite tutte quelle «volte al mantenimento del patrimonio costruito esistente». Su edifici e unità immobiliari esistenti «legittimi o regolarizzati» sono ammessi «interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia». Per i volumi ed i manufatti che alla data di approvazione del Piano siano ancora «non legittimati o non regolarizzati» la prescrizione è, senza mezzi termini, quella della «demolizione, senza possibilità di recupero delle volumetrie». Nella zona dell'insediamento "Lagomare" il Parco ammette la localizzazione «di limitate attrezzature e servizi a carattere assistenziale e sociale, da realizzarsi con attrezzature temporanee in strutture leggere, rimovibili, in legno di basso impatto ed idoneo inserimento paesaggistico». Scenario possibile «a condizione della stipula di un atto unilaterale d'obbligo e polizza fidejussoria a garanzia per la rimozione delle attrezzature laddove non siano più necessarie». Zona Diridoni-Ovest di viale Venezia. L'area delimitata a Nord da viale Kennedy, a est da via Venezia, a Sud dalla strada del Cordone e ad Ovest dal perimetro del camping "Bosco verde", è classificata dal Piano come «zona di recupero edilizio urbanistico con valenza polifunzionale». Confermata la presenza del campeggio, e mantenuto il centro ricettivo "la Selva" «che assume valenza di riferimento strutturale del Parco» con la previsione di «interventi fino alla ristrutturazione edilizia, senza aumento delle volumetrie esistenti». In questo ambito il Piano prevede la "piazzola del Parco": un insieme integrato di attrezzature e funzioni, tra le quali anche «strutture per lo spettacolo, la ricezione, il tempo libero, parchi gioco ed acquaparco». Resta il cinema teatro all'aperto ("Tirreno"), ma anche il parco giochi attiguo, gli spazi e le strutture di servizio che svolgono anche attività commerciali eo di pubblico esercizio. In aggiunta alla dotazione di posti auto esistenti, «può essere prevista la realizzazione di un'area a parcheggio». Le destinazioni d'uso ammesse sono quelle residenziali, «ivi comprese le strutture ricettive extra alberghiere con caratteristiche della civile abitazione, nonché strutture ricettive alberghiere per le attività già autorizzate e operanti alla data di approvazione del Piano». Per l'albergo già presente in zona, «è ammessa l'attuazione di una progettazione unitaria a recupero» mediante apposito piano che i soggetti privati dovranno presentare. In particolare è consentita la creazione di un'area da adibire a giardino e parcheggio, ma anche la «ristrutturazione edilizia degli edifici esistenti», comprensiva di «demolizione e ricostruzione della medesima volumetria», ma con possibilità di ampliamento se le motivazioni sono la «realizzazione di strutture ricettive qualificate di pregio, a condizione che i volumi in ampliamento siano recuperati da pari volumetrie oggetto integrale di demolizione». Una formula che attraversa tutto il Piano, volta a fare "pulizia" di quanto venuto su in maniera selvaggia nell'ambito del Parco per quel che riguarda il Comune di Viareggio. L'altezza massima del costruito non dovrà superare i due piani, fuori terra. Quartiere Zacconi. È l'area tra viale dei Tigli e il camping "Paradiso". Insediamento e destinazione residenziale, il Piano prevede «il mantenimento del costruito esistente e del relativo carico insediativo».