ROMA - Nella lista dell'«Italia in vendita» ci sono palazzi nobiliari, edifici pubblici, residenze di valore storico, siti archeologici, litorali e fari. E' il censimento del patrimonio statale da cui saranno scelti i beni da privatizzare. Un inventario generale che alla voce prezzi annovera le valutazioni ricalcolate sulla base di vecchi valori catastali aggiornati attraverso gli indici Istat. Da questi elenchi il ministero dell'Economia è chiamato a scegliere, d'intesa con quello dei Beni Culturali, ciò che potrà esser messo sul mercato. Con una serie di limiti. Uno dei principi fondamentali della Costituzione (articolo 9) stabilisce che «la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Secondo una sentenza della Corte costituzionale del 1986, l'articolo 9 della Costituzione sancisce «la primarietà del valore estetico-culturale», che non può essere «subordinato ad altri valori, ivi compresi quelli economici». I monumenti più significativi, quindi, non saranno messi in vendita. Spetterà al ministro Tremonti scegliere quali dei beni censiti potranno essere utilizzati per le operazioni di valorizzazione o di vendita tramite cartolarizzazione. Le società che anticipano allo Stato i soldi ricavateli dalla privatizzazione, emetteranno sul mercato prestiti obbligazionari garantiti dagli stessi beni in vendita. L'elenco comprende edifici pubblici che oggi ospitano questure, ospedali carceri e altri uffici. Il penitenziario milanese di San Vittore è stato valutato 25 milioni di euro, A Firenze Lungarno della Zecca (13 milioni di euro), a Bari il Lungomare Nazario Sauro (5,7 milioni), a Follonica la strada del cimitèro (800 mila), a Pesaro la stazione ferroviaria (7 milioni), a Napoli la strada provinciale di Crispano (125mila), in Abruzzo il sito archeologico di Alba Fucens, frazione del comune di Massa d'Albe, nell'area medioevale sottostante il castello Orsini (40.615 euro). Nel censimento figurano anche Villa Jovis a Capri, un enorme complesso edilizio voluto dall'imperatore romano Tiberio; Forte San Giacomo a Porto Azzurro, sede della casa di pena, una fortezza spagnola del XVII secolo; la Certosa di San Martino a Napoli (XIV secolo); il Castello dei Carraresi di Padova. Decine i beni in vendita in Toscana. Tra questi, la biblioteca Marucelliana e l'ex Manifattura Tabacchi di Firenze, la Sovrintendenza ai Monumenti di Arezzo, gli archivi di Stato di Lucca e Firenze, l'Istituto Geografico Militare, i fari della Capitaneria di porto di Grosseto, Orbetello e dell'Isola del Giglio, la torre dell'orologio con la chiesetta e le abitazioni dell'Isola della Gorgona, il convento di San Domenico a San Gimignano. E poi, Palazzo Correr a Venezia, un palazzo storico al centro di Palermo un edificio a Milano, costruito sulla zona dell'anfiteatro romano, Palazzo Artelli a Trieste, la residenza termale dei Granduchi di Toscana a San Giuliano Terme, e Villa Manzoni a Roma. Nella capitale, inoltre, l'intero complesso sportivo del Foro Italico, dalle piscine allo Stadio dei marmi, dalle foresterie ai campi da corsa, e lo Stadio Olimpico potranno essere venduti ad un solo acquirente. E passeranno ai privati anche castelli e palazzi storici, caserme ed ex conventi. In vendita anche l'isola di Pianosa, ricchissima di testimonianze archeologiche preistoriche e sede da più di un secolo di una colonia penale, ora dimessa. Prezzo stimato; 8 milioni di euro.